26 settembre 2022
Aggiornato 21:30
Il premier torna ad attaccare i sindacati

Con gli industriali di Brescia, Renzi fa il Berlusconi

Il premier è arrivato a Brescia, per partecipare all'assemblea annuale degli industriali bresciani. Al suo arrivo nei pressi della fabbrica, Renzi è stato accolto dalle poteste dei circa 200 lavoratori, guidati dalla Fiom-Cgli, che hanno formato un presidio-assemblea. Applausi all'interno della fabbrica dagli industriali.​ Intanto, il premier cita Berlusconi: «Non cerco un consenso facile».

BRESCIA - Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervenendo all'assemblea di Confindustria di Brescia ha affermato che «è finito il momento del 'si farà, si vedrà, si discutera'. Ora o mai più. Da qui il senso di urgenza del mio governo». Il premier è arrivato alla Palazzoli di Brescia, dove partecipa all'assemblea annuale degli industriali bresciani. Al suo arrivo nei pressi della fabbrica, il premier è stato accolto dai fischi dei circa 200 lavoratori, guidati dalla Fiom-Cgli, che hanno formato un presidio-assemblea. Applausi invece all'interno della fabbrica dove Renzi era atteso dagli industriali.​

LA LOCOMOTIVA ITALIA - Nel corso del suo intervento, il presidente del Consiglio ha lasciato intendere che «si è aperta in Italia una finestra di opportunità pazzesca: non coglierla sarebbe un errore gravissimo per noi e soprattutto per i nostri figli».Ma «si tratta di decidere, di fare delle scelte, anche correndo qualche rischio, per rimettere in moto il sistema Italia». Perché - sempre secondo le parole del premier - «se noi facciamo quello che abbiamo promesso, l'Italia sarà locomotiva in Europa. Ma bisogna avere il coraggio di cambiare, prima di tutto noi».

IL PREMIER CITA SILVIO - «Se tutta l'Italia fosse come Brescia, oggi l'Italia sarebbe leader del mondo». Ma Matteo Renzi, intervenendo all'assemblea di Confindustria di Brescia, precisa: «Non sono qui per lisciarvi il pelo, o per fare una passerella e chiedere qualche appaluso. Non vi dirò frasi a effetto, come 'il vostro programma è il mio programma'. Non cerco oggi qui e adesso un consenso facile», afferma il premier citando una frase classica di Silvio Berlusconi nei suoi interventi alle assemblee degli industriali. L'intervento del premier continua ricordando tutte le riforme in cantiere, partendo dalla modifica alla Costituzione, passando per la legge elettorale e arrivando alla giustizia civile e alla Pubblica Amministrazione: «Sono cose noiose, lo so, non danno i titoli. Ma sono cose fondamentali».

L'INVETTIVA AI SINDACATI - Intanto Matteo Renzi, in occasione del suo intervento, torna ad attaccare i sindacati. Matteo Renzi accusa il sindacato di «sfruttare il dolore dei cassintegrati, dei disoccupati e dei precari» come argomento «per attaccare il governo». Ma avverte: «Non lo consentirò, non scenderò in questo scontro». E continua l'invettiva: «Vogliamo cambiare premier? Ci provino, io ho altro di cui preoccuparmi. Ma non facciano delle difficoltà di chi non ha lavoro, il campo di gioco dello scontro politico. Si affronti il jobs act per quello che è: se vogliono attaccare il governo scelgano altre strade, non il dolore dei cassintegrati, dei disoccupati o dei precari che sono nel mio cuore».

GLI OPERAI MANIFESTANO CONTRO IL PREMIER - Secondo quanto riferito dalla questura, sono circa 200 i lavoratori che hanno sfilato stamani a Brescia in occasione della visita del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nello stabilimento della Palazzoli in occasione dell'assemblea degli industriali bresciani. Il corteo dei metalmeccanici bresciani, guidato dalla Fiom-Cgil, è partito alle 9 dal piazzale della Ori Martin in via Cosimo Canovetti ed è proseguito fino alla Palazzoli di via Federico Palazzoli per trasformarsi in un presidio-assemblea permanente. I manifestanti hanno esposto cartelli e striscioni contro il governo, il presidente del Consiglio d il suo Jobs Act. «Renzi, siamo i soli a pagare le tasse» si legge in uno dei cartelli.

ANCORA MANGANELLATE - Alcuni manifestanti hanno cercato di aggirare il cordone di polizia per avvicinarsi all'azienda Palazzoli dove stava entrando il presidente del Consiglio, provocando alcuni contusi tra gli antagonisti e le forze dell'ordine. «Abbiamo preso una marea di manganellate», hanno riferito i manifestanti, alcuni dei quali esponenti del centro sociale Magazzino 47, dopo il secondo tentativo di avvicinarsi alla fabbrica. Sul fronte opposto un sostituto commissario, portato in ospedale, ha subito una lesione a una spalla e anche un carabiniere è rimasto contuso mentre cercavano di sottrargli lo scudo. Il gruppo di antagonisti, composto da studenti e da sindacalisti di base, ha lanciato qualche fumogeno, sassi e uova. Il primo tentativo di irruzione è avvenuto intorno alle 10, il secondo circa un quarto d'ora dopo.