Scandalo telefonini PA

Cellulari di Stato a spese dei contribuenti: porno, calcio e scommesse gratis

Gli abbonamenti porno a spese dei contribuenti vanno da «Sexy Land» a «Video hard casalinghi» e poi ci sono le scommesse sportive, gli oroscopi, le partite di pallone e tanto altro...

Marianna Madia, ministro senza portafoglio per la semplificazione della Pubblica Amministrazione del governo Gentiloni.
Marianna Madia, ministro senza portafoglio per la semplificazione della Pubblica Amministrazione del governo Gentiloni. (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA – Porno, calcio, oroscopi e scommesse online. A spese dello Stato. E quindi dei contribuenti. Il quadro emerso dall'indagine della Commissione Parlamentare d'Inchiesta sulla Digitalizzazione dell'Amministrazione Pubblica è davvero poco edificante. E la dice lunga non solo sui costumi del Belpaese, ma soprattutto sugli sprechi della PA. La cifra monstre sfiora gli 8 milioni di euro – 7,7 milioni per l'esattezza – e dovrà essere pagata con i soldi dei cittadini italiani. In Italia, infatti, sono attivi circa quattrocentomila cellulari di Stato che fruiscono di abbonamenti e servizi online che nulla hanno a che vedere col pubblico impiego. E i numeri parlano chiaro. Li riporta la Repubblica: 840 dipendenti pubblici hanno l'abbonamento a «Sexy Land», 665 funzionari, assessori e dirigenti statali risultano abbonati a «Le porno Erasmus», altri 564 abbonamenti sono stati attivati tra aprile e giugno di quest'anno a «Video hard casalinghi».

Da «Sexy Land» a «Serie A Tim»
In totale fanno 500 mila euro per vedere calcio, sport e porno da mobile a spese dello Stato. E' possibile credere che tra questi dipendenti pubblici ci sia qualcuno che è stato vittima di una truffa telefonica, come qualche volta accade anche a noi comuni mortali. Ma è difficile immaginare che, una volta attivato l'abbonamento, l'ingenuo – si fa per dire – utente non si sia accorto del materiale pornografico in arrivo sul suo smartphone. O dell'oroscopo quotidiano. O del servizio delle scommesse sportive attivo. Perché dunque non disdire l'abbonamento? Tra i 12000 abbonati a «Serie A Tim» qualcuno avrà pensato che forse le partite di pallone avevano poco a che fare con l'uso del cellulare per «ragioni di servizio»?

L'indagine della Commissione Parlamentare d'Inchiesta
Probabilmente no. Perché tanto, appunto, paga lo Stato. Cioè, alla fine dei conti, noi contribuenti. La Commissione Parlamentare d'Inchiesta sulla Digitalizzazione dell'Amministrazione Pubblica si è fatta mandare da Telecom Italia il prospetto con il traffico telefonico - telefonate, sms e dati Internet - di tutte le sim dei cellulari consegnati ai dipendenti pubblici. L'obiettivo dell'indagine era edificante: scoprire quali costi della PA tagliare per la prossima spending review. Ma la Commissione non si aspettava certo di aprire il vaso di Pandora e scoprire una emorragia di soldi pubblici che dal 2012 al 2017 si aggira intorno agli 8 milioni di euro. Oltre al calcio, alle scommesse sportive, all'oroscopo e al porno, per arrivare a questi numeri i dipendenti pubblici coinvolti hanno abusato di altri servizi come call center e banche online. Non si tratta di una cifra tale da sconvolgere il bilancio di uno Stato. Ma la dice lunga sulla evidente mancanza di rispetto di alcuni dipendenti pubblici nei confronti dei soldi dei contribuenti e del ruolo che dovrebbero svolgere nella PA.