7 maggio 2021
Aggiornato 12:00
Il punto sui tagli al SSN

Lanzillotta: alla Sanità chiediamo 21 miliardi

Per una Sanità a misura di cittadino servono meno costi e più servizi. Questo è il succo del Rapporto Glocus «Sanità e Spending Review» presentato oggi al Senato. Secondo Linda Lanzillotta, presidente di Glocus, sarebbe possibile abbattere i costi vertiginosi del Sistema sanitario nazionale.

ROMA - Linda Lanzillotta, presidente di Glocus, in occasione del convegno al Senato Sanità e Spending Review, ha affermato: «Su 200 miliardi di spese totali delle Regioni 115 vanno alla Sanità, 72,5 sono destinati ad altre politiche (in particolare Istruzione, Formazione, Assistenza sociale, Trasporti, Territorio) e 12,5 sono assorbiti da spese di amministrazione. Escludendo la sanità, dunque, il costo del funzionamento degli apparati burocratici di 20 Regioni e 2 Province Autonome varrebbe circa il 17% della spesa gestita. Si impone, dunque, un ripensamento sul numero, sul ruolo e sul costo delle Regioni in una prospettiva di consolidamento dei conti pubblici e di inevitabile riduzione della spesa. Se non si vuole impoverire il nostro welfare questi sono ormai interrogativi ineludibili».

MENO COSTI E PIÙ SERVIZI - Per una Sanità a misura di cittadino servono meno costi e più servizi. Questo è il succo del Rapporto Glocus «Sanità e Spending Review: organizzazione, trasparenza e digitalizzazione», presentato al Senato. In esso si evidenzia in particolare che la spesa sanitaria - che ha visto un picco enorme negli ultimi quindici anni e che ammonta al 9,2% del Pil - potrebbe diminuire nei prossimi cinque anni del 20%, ovvero di 21,8 miliardi di euro se si intervenisse su 5 aree. Per prima cosa ci sarebbe la revisione dei costi del Servizio Sanitario Nazionale con l'aggiornamento dei Drg (Diagnosis-related groups) attraverso i quali vengono corrisposti i rimborsi per gli interventi alle strutture sanitarie, e del nomenclatore tariffario protesi e ausili fermo al 1999 che porterebbe ad un risparmio medio del 70% sulla spesa per la maggior parte di questi prodotti.

TRA CORRUZIONE E AMMODERNAMENTO - Di fondamentale importanza è la sezione relativa alla trasparenza e la lotta alla corruzione che ammonterebbbe addirittura a 23,6 miliardi di euro l'anno. La terza linea d'azione riguarda l'investimento sulla digitalizzazione della Sanità che nell'ultimo biennio ha registrato un decremento del 5% con la spesa complessiva ferma a 1,17 miliardi di euro: in pratica appena 19,72 euro per abitante. Questo ha finito per rallentare la sanità digitale dove, ad esempio, il fascicolo sanitario elettronico (Fse) è attivo appena nel 43% delle Asl. Infine è necessario un management scelto nell'interesse dei cittadini e non secondo logiche di una mediazione politica e corporativa, con criteri e valutazioni basate sulla professionalità.