25 giugno 2022
Aggiornato 09:30
Ieri, convegno Glocus su «Sanità e spending Review»

Lanzillotta-Lorenzin: «Si tolga la sanità alle Regioni»

Per la vicepresidente del Senato Linda Lanzillotta e il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, è necessaria una relativa centralizzazione del sistema per diminuire i costi e aumentare l'efficienza. Perchè «la corruzione si annida nella parcellizzazione», ha spiegato la Senatrice. La sfida di Glocus è di risparmiare 21,8 miliardi in cinque anni. E con un miglioramento generale delle prestazioni

ROMA - Si è tenuto ieri, presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, il convegno di presentazione del rapporto Glocus sul tema Sanità e Spending review: organizzazione, trasparenza e digitalizzazione (qui il paper). Ne hanno discusso la vicepresidente del Senato e presidente di Glocus Linda Lanzillotta, il Ministro per la Salute Beatrice Lorenzin, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, l’amministratore delegato della Consip Domenico Casalino, il presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato Emilia Grazia De Biasi, il direttore della Luiss Business School Franco Fontana e il direttore generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale Alessandra Poggiani.​

SULLA SANITÀ, DA AFFRONTARE IL NODO STATO-REGIONI - Al centro del dibattito, i costi della sanità e le opportunità di renderne più efficiente il sistema. Per la Senatrice Linda Lanzillotta e il Ministro Beatrice Lorenzin, punto nodale da affrontare è rappresentato dal ruolo delle Regioni. «Su 200 miliardi di spese totali delle Regioni – ha spiegato Lanzillotta – 115 vanno alla Sanità, 72,5 sono destinati ad altre politiche (in particolare Istruzione, Formazione, Assistenza sociale, Trasporti, Territorio) e 12,5 sono assorbiti da spese di amministrazione. Escludendo la sanità, dunque, il costo del funzionamento degli apparati burocratici di 20 Regioni e 2 Province Autonome varrebbe circa il 17% della spesa gestita. Si impone, dunque, un ripensamento sul numero, sul ruolo e sul costo delle Regioni in una prospettiva di consolidamento dei conti pubblici e di inevitabile riduzione della spesa. Se non si vuole impoverire il nostro welfare questi sono ormai interrogativi ineludibili». Per il vicepresidente del Senato, urge dunque un processo di relativa centralizzazione del sistema, visione ampiamente condivisa dalla Lorenzin: il Ministro ha infatti sottolineato come la spesa sanitaria sia esplosa proprio con il trasferimento delle competenze dallo Stato alle Regioni, trasferimento a cui non è corrisposto un aumento dell'efficienza. Ciò, per il Ministro, avrebbe comportato soltanto un aumento delle disparità esistenti tra le varie parti d'Italia, innescando un meccanismo perverso.

OLTRE 100 MILIARDI NECESSARI PER LA SANITÀ, MA SPESI MALE - Secondo la Lorenzin, dunque, quello della sanità non sarebbe un problema di quantità di risorse stanziate, ma di modalità ed efficienza degli investimenti. La spesa di 112 miliardi è adeguata a sostenere la domanda dei cittadini: il punto è che questi soldi non sono spesi bene. Da rivedere, i sistema dei costi standard, calcolati come media dei costi a sistema esistente (e non efficiente) nelle cosiddette «Regioni modello»; da ripensare, anche i Drg, sistema di retribuzione degli ospedali per l'attività di cura, che però risale a circa 15 anni fa e incorpora una marea di inefficienze, causando sproporzioni tra strutture pubbliche e private; da incoraggiare, il processo di digitalizzazione, che non deve consistere unicamente nella pubblicazione dei bilanci e che deve basarsi su un linguaggio informatico condiviso; da razionalizzare, il management della sanità, che deve essere addestrato a un approccio omogeneo e nazionale, a garanzia degli interessi dei cittadini e non - come si legge sul sito di Glocus - secondo «logiche di mediazione politica corporativa».

AUSPICATO RISPARMIO DI 21 MILIARDI IN 5 ANNI - La spesa sanitaria costituisce il 9,3% del Pil nazionale; quella privata è il 25% della spesa complessiva. Per Glocus, sarebbe possibile risparmiare 21,8 miliardi in cinque anni, aumentando l'efficienza dei servizi e senza disagi per i cittadini. Sfida ambiziosa? Certamente: tutti i relatori, però, si sono detti fiduciosi. Secondo la Senatrice Lanzillotta, è necessario che lo slogan tanto di moda «cambiare verso» diventi concreta attuazione, nel campo della sanità, di una straordinaria convergenza di competenze e di impegni tra il ministero della Sanità e quello delle Finanze, affinchè l'attuale sistema parcellizzato e inefficiente diventi centralizzato ed efficace.«Non è possibile salvare capre e cavoli» - ha dichiarato la Senatrice - «O si semplifica e si eliminano gli sprechi, o è impossibile risparmiare, perchè la corruzione si annida nella parcellizzazione».