28 febbraio 2021
Aggiornato 10:00
Governo Renzi

Renzi, «passo dopo passo» anche sulla spending review

Il Premier corregge il tiro rispetto ai giorni scorsi rispetto alla spending review. Oggi niente colloqui individuali con i ministri, ma solo l'indicazione a far pervenire a palazzo Chigi una nota scritta con i tagli ritenuti possibili dai vari ministeri. E soprattutto, niente imposizione tassativa di un taglio lineare del 3% al bilancio.

ROMA - Sarà che da anni i ministeri subiscono tagli lineari ai bilanci, sarà che la riduzione della spesa pubblica non ha proprio - almeno nell'immediato - effetti benefici sulla crescita, ma Matteo Renzi corregge il tiro rispetto ai giorni scorsi rispetto alla spending review. Oggi niente colloqui individuali con i ministri, ma solo l'indicazione - arrivata al termine del Cdm - a far pervenire a palazzo Chigi una nota scritta con i tagli ritenuti possibili dai vari ministeri. E soprattutto, niente imposizione tassativa di un taglio lineare del 3% al bilancio: «E' probabile - spiegano dallo staff di Renzi - che quel criterio sia temperato anche da altri parametri».

NIENTE TAGLI LINEARI - Da palazzo Chigi spiegano dunque: «Niente 'commissione esaminatrice', ma un metodo più condiviso e responsabilizzante». Per questo Renzi ha chiesto oggi ai ministri presenti in Cdm (molti erano assenti) di fargli pervenire una nota scritta sui risparmi che ciascun dicastero ritiene di poter fare: «Niente tagli lineari, dunque - spiegano i collaboratori del premier - ma la richiesta di individuare i centri di costo e le priorità ministero per ministero».

LORENZIN OTTIMISTA - Altre fonti di governo spiegano infatti che dopo anni di tagli lineari, i bilanci sono all'osso: ad esempio sulla Sanità, che peraltro si potrebbe trovare ad affrontare l'ulteriore riduzione dell'Irap ipotizzata da Renzi: proprio al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale è infatti destinata l'imposta regionale sulle attività produttive. Non è quindi un caso che proprio Beatrice Lorenzin abbia incontrato oggi il premier: «Sono ottimista e spero che non ci siano tagli al fondo sanitario che, essendo molto capiente, fa gola», ha detto dopo l'incontro. In ogni caso, «daremo il nostro contributo come tutti gli altri ministeri», ha assicurato il ministro per la Salute. Incontro con il premier anche per Roberta Pinotti, titolare di un altro ministero dal budget rilevante: «Spero che i tagli alla Difesa siano il meno possibile, ma non è detto che ci siano», ha dichiarato.

PASSO DOPO PASSO - Insomma, Renzi approda al 'passo dopo passo' anche sulla spending. Nei prossimi giorni arriveranno le prime 'due diligence' dei ministeri: «Una volta ricevute - spiegano da palazzo Chigi - si vedrà quanto si avvicinino a quell'obiettivo del 3% che lo stesso Renzi aveva fissato nell'intervista al Sole 24 Ore». Solo a quel punto, è il ragionamento, si vedrà se sarà necessario uno sforzo in più, e magari qualche indicazione più vincolante.