5 agosto 2021
Aggiornato 06:00
Banche

Così Vegas stronca il bail-in e attacca la Bce: «E' pericoloso»

Il presidente della Consob, nel suo ultimo incontro annuale con il mercato finanziario, ha ciriticato duramente la normativa comunitaria sul bail-in e ha proposto di introdurre la soglia di salvaguardia da 100mila euro anche per gli obbligazionisti

MILANO – Vegas stronca il bail-in. E non è la prima volta. Nel suo ultimo discorso come presidente della Consob, all'incontro annuale con il mercato finanziario, Giuseppe Vegas è tornato a criticare duramente la direttiva comunitaria, sostenendo che il «primo bilancio di applicazione non può dirsi positivo» e auspicando che vada corretta «quanto prima».

Vegas stronca il bail-in
Giuseppe Vegas cita Euripide e Kant nel suo ultimo discorso da presidente della Consob all'incontro annuale con il mercato finanziario. Ma non le manda a dire all'Unione europea. Anzi. Critica duramente la direttiva comunitaria sul bail-in, sottolineando che alcune norme che l'Europa si era data per assicurare stabilità al sistema bancario comunitario poi si sono rivelate esse stesse «fattori di instabilità». Secondo il presidente della Consob, è proprio il caso del bail-in, perché l'Ue non ha tenuto «nella dovuta considerazione l'impatto sui piccoli risparmiatori» così come «è stata infelice e poco ponderata la scelta di adottare la nuova disciplina con effetto retroattivo».

La normativa Ue «va corretta quanto prima»
Per Vegas, dunque, questa normativa comunitaria «va corretta quanto prima» introducendo, ad esempio, una soglia di salvaguardia da 100mila euro anche per gli obbligazionisti oltre a quella già esistente per i correntisti. La posizione di Vegas sul bail-in non è affatto una novità, perché neanche un mese fa, in audizione davanti alle commissioni Affari esteri e Politiche Ue della Camera, il presidente della Consob aveva sottolineato che sebbene il meccanismo del bail-in sia «coindivisibile nello spirito», tuttavia ci sono alcune cose che «dal punto di vista logico sono difficilmente comprensibili» e la prima cosa è quella «dell'effetto retroattivo: se io ho acquistato un titolo di una banca nel 2005 quando era solidissima» e poi nel 2015 il titolo viene inserito in quelle normative, la faccenda diventa decisamente «complicata da giustificare».

L'affondo contro la Bce
Vegas inoltre, in quell'occasione, è stato tutt'altro che generoso con l'Unione europea e non ha esitato a definire «preoccupanti» alcune pratiche attualmente adottate dalla Bce. Il presidente della Consob forniva anche qualche esempio: se una banca significant ha dei problemi e deve risistemare i bilanci, «la Bce può consigliare di fare certe operazioni per migliorare la qualità del capitale». Ma «probabilmente certe pressioni sono un po' forti», sottolineava Vegas senza peli sulla lingua e attaccando direttamente la BCE. Il presidente della Consob si riferiva, in modo particolare, alle operazioni che riguardano «la quantità dei dipendenti» da licenziare o delle sofferenze bancarie da dismettere. «Sono ragionevoli da un punto di vista della stabilità, però possono portare ad avere qualche problema da parte delle singole banche che sono coinvolte», sottolineava Vegas.