25 giugno 2019
Aggiornato 22:00
Statistics paper series

La Bce lancia l'allarme: debiti a rischio sopra la media Ue in Italia e Spagna

Il forbearance ratio, un indicatore del deterioramento dei crediti bancari, è a rischio in alcuni paese comunitari: Italia, Spagna e Gracia. Ma le banche danesi sono risultate essere le più dipendenti dalla banca centrale europea

Il governatore della Bce, Mario Draghi.
Il governatore della Bce, Mario Draghi. ( ANSA )

FRANCOFORTE - Nell'Unione europea il «forbearance ratio» alla fine del 2014 era mediamente pari al 3,58% del totale dei crediti bancari in essere. La forbearance rappresenta una tipologia dei crediti nei quali a causa del deterioramento delle condizioni economico-finanziarie del debitore, vengono modificate le originarie condizioni contrattuali (riscadenziamento dei termini, riduzione del debito e/o degli interessi), originando una perdita. Ed è un importante indicatore di rischio sistemico.

"Forbearance ratio" a rischio per Italia e Spagna
Tra i big dell'economia europea, «Germania e Francia presentano valori di forbearance sotto la media Ue, mentre Italia e Spagna presentano valori superiori». E' quanto si legge nel numero 20 dello Statistics paper series edito dalla Bce e l'analisi in questione riflette le opinioni degli autori e non dell'Eurotower. Per il Belpaese, guardando i grafici dello studio, lo sforamento rispetto alle media Ue è contenuto in pochi decimali, mentre molto più significativo è quello spagnolo.

Perché è un indicatore importante
In Spagna, infatti, la "forbearance" sale al 7,5% dei crediti totali. Ma c'è di peggio. Nel sistema bancario ellenico si viaggia al 12-13% dei crediti totali. Come sottolinea lo studio della Bce, il rapporto tra forbearance/crediti totali, «ci offre una prima immagine della qualità del portafoglio crediti delle banche e delle possibili perdite su crediti», poichè le banche che presentano rapporti più elevati sono probabilmente destinate a sopportare maggiori perdite su crediti a causa della minore qualità della loro esposizione creditizia.

Nel 2015 barcolla anche il sistema bancario danese
Lo studio si sofferma anche sul «funding (raccolta)» all'ingrosso delle banche, in particolare sul peso rappresentato dai fondi prestati dalle banche centrali contro titoli in garanzia. Peso che tende ad aumentare in situazioni di stress finanziario che rendono più difficile l'accesso al mercato interbancario e al mercato privato dei pronti contro termine (repo). In questo caso, alla fine del secondo semestre del 2015, il sistema bancario più dipendente dai rifinanziamenti della banca centrale risultava essere quello danese: le attività portate a garanzia, i cosidetti encumbered asset, erano pari al 50% delle attività totali. Poi c'era la Grecia con il 45%, la Spagna poco sotto il 30%, e infine Italia e Irlanda intorno al 25%.