23 gennaio 2019
Aggiornato 13:30
Banche

Banche, arriva l'accordo Ue sui crediti deteriorati. E l'Abi impone una «razionalizzazione» dei costi

Accordo del Parlamento e del Consiglio Ue sulle misure prudenziali sui crediti deteriorati delle banche. Intanto in Italia il settore rischia

Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco durante il comitato esecutivo ABI
Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco durante il comitato esecutivo ABI ANSA

ROMA - Accordo del Parlamento europeo e del Consiglio sulle misure prudenziali sui crediti deteriorati delle banche. Le nuove regole riguarderanno i prestito di nuova emissione e prevedono degli accantonamenti obbligatori superati determinati limiti. In particolare, un credito viene catalogato come «deteriorato» (non performing loan, o Npl) quando siano passati 90 giorni di sforamento su pagamenti o interessi da parte del debitore. L'accordo politico raggiunto oggi costituisce un passo importante per ridurre ulteriormente i rischi nel settore bancario, ha commentato la Commissione europea. Le misure concordate garantiranno che le banche accantonino fondi a copertura dei rischi insiti nei prestiti futuri che potrebbero deteriorarsi. Ciò consentirà di evitare l'accumulo di esposizioni deteriorate nei bilanci.

Cosa resta ancora da decidere

«L'accordo di oggi garantirà che le banche abbiano meno crediti deteriorati in bilancio, e dovrebbe quindi aumentare la loro solidità e capacità di finanziamento delle imprese», secondo il vicepresidente Valdis Dombrovskis. «Auspico che il Parlamento europeo e il Consiglio raggiungano rapidamente un accordo sulle proposte in sospeso, che riguardano lo sviluppo di mercati secondari per i crediti deteriorati e l'agevolazione del recupero crediti». Questa misura, che fa parte di una serie di azioni presentate dalla Commissione nel marzo 2018 per affrontare la questione dei crediti deteriorati nell'Unione, si basa sulle iniziative messe in atto dagli Stati membri, delle autorità di vigilanza e degli enti creditizi per ridurre in maniera costante il numero di crediti deteriorati nell'Unione.

Ridurre i costi e diversificare i ricavi

Intanto, sul versante italiano, per affrontare le nuove sfide create dalla tecnologia e dalle regole europee le banche italiane dovranno muoversi lungo una direttrice, e in fretta: ridurre i costi e diversificare i ricavi. A dirlo è l'Abi nel 26esimo Rapporto sul mercato del lavoro nell'industria finanziaria. «Nonostante i progressi già realizzati - sottolinea Palazzo Altieri - si rendono necessarie ulteriori azioni incisive per recuperare margini di efficienza, a sostegno della redditività e in risposta alle crescenti pressioni concorrenziali che arrivano anche da società esterne al settore». Un percorso che passa per la «razionalizzazione» dei costi, oltre che per una maggiore diversificazione dei ricavi, che risulta «complessa in un contesto economico ancora in lento sviluppo».

Pesano le incertezze macroeconomiche

Le banche italiane, spiega l'Abi, continuano ad agire in un contesto caratterizzato da incertezze macroeconomiche, incessanti pressioni della regolamentazione e della vigilanza europea ed esigenze di riorganizzazione del lavoro. Il settore bancario, particolarmente interessato dall'impatto delle nuove tecnologie, è all'«avanguardia» nella trasformazione digitale dei servizi e dei processi, con effetti sia nel rapporto con i clienti sia nella gestione delle risorse umane: trasformazione digitale «che comunque rappresenta un'opportunità di crescita e di ulteriore valorizzazione delle persone». «Il settore - afferma l'Abi - affronta questo scenario partendo da basi più solide rispetto al recente passato, con una qualità degli attivi in netto miglioramento e più pronto a operare nel nuovo contesto che va delineandosi». Tuttavia, la redditività si conferma ancora inferiore a quanto necessario a garantire un adeguato supporto alla crescita dell'economia italiana. L'eventuale conferma di segnali di rallentamento economico, ancora di più se associati alla stabilizzazione dello spread sovrano su livelli elevati, potrebbe compromettere i risultati fin qui raggiunti.

La «giusta» combinazione per far ripartire il settore

Non saranno però sufficienti - conclude Palazzo Altieri - le sole iniziative interne al settore, per quanto intense e incisive. È infatti necessaria una «giusta» combinazione di più fattori: un quadro congiunturale favorevole, interventi di riforma volti a calmierare i mercati finanziari, in particolare le attuali tensioni sul rischio sovrano che potrebbero impattare sul patrimonio e sul costo della raccolta delle banche e quindi sul costo del credito, e infine un quadro di regole che non penalizzi l'attività delle banche a supporto di famiglie e imprese.