23 febbraio 2020
Aggiornato 13:00
Crisi economica

Bankitalia: «La situazione macrofinanziaria dell'Italia resta debole»

Nel suo rapporto sulla stabilità finanziaria dello Stivale, la Banca d'Italia chiarisce le fragilità del sistema bancario nazionale e punta il dito contro l'aumento dei rischi globali

Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco.
Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. ANSA

ROMA - La situazione macrofinanziaria dell'Italia, pur in miglioramento, resta nel complesso debole. E particolarmente esposta agli shock esterni. Queste le conclusioni del rapporto di Bankitalia sulla stabilità finanziaria dello Stivale. Migliora, però, la capacità di imprese e famiglie di rimborsare i debiti e le prospettive sui crediti deteriorati sembrano positive.

I conti delle banche rilevano forti perdite
I conti economici delle banche nel 2016 si sono chiusi con forti perdite per alcuni intermediari, dovute alla scelta di accrescere le rettifiche di valore sui crediti deteriorati. Lo rileva la Banca d'Italia nel suo rapporto sulla stabilità finanziaria, aggiungendo però che le prospettive «sono in miglioramento». Gli analisti hanno rivisto al rialzo le aspettative sugli utili e «da novembre i corsi delle azioni delle banche italiane sono aumentati di circa il 20 per cento, come per gli altri intermediari europei».

Rafforzamenti patrimoniali sono in corso
Nel frattempo continua la riduzione delle consistenze di crediti deteriorati e sono in corso cessioni di sofferenze per importi elevati. A marzo, si legge, è stato portato a termine con successo un ingente aumento di capitale da parte di UniCredit, interamente sottoscritto da investitori privati. «Le misure di sostegno pubblico introdotte lo scorso dicembre potranno favorire il rafforzamento patrimoniale di alcuni intermediari in difficoltà», rende noto l'istituzione di via Nazionale.

Le banche restano esposte a rischi elevati
Ma a fronte dei segnali di miglioramento, le banche italiane restano ancora esposte a rischi rilevanti. «La redditività rimane molto bassa e vulnerabile a un indebolimento della ripresa economica», prosegue Bankitalia. E inoltre un eventuale «aumento dell'avversione al rischio degli investitori, in un contesto globale ed europeo di elevata incertezza, potrebbe rendere più difficile e oneroso l'accesso al mercato dei capitali».

L'industria italiana è solida sul fronte assicurativo
Quanto al settore assicurativo «la situazione patrimoniale dell'industria italiana resta solida». La redditività si mantiene su buoni livelli. «Lo stress test dell'Eiopa conferma che le compagnie italiane sarebbero in grado di fronteggiare scenari molto avversi», caratterizzati dal permanere di bassi tassi di interesse per lungo tempo o da forti riduzioni del valore degli attivi e da aumenti degli spread. Complessivamente, conclude banca d'Italia «la condizione macrofinanziaria dell'Italia, pur in miglioramento, rimane nel complesso debole».

Imprese e famiglie rimborsano di più i debiti
Tuttavia, con la ripresa economica e i bassi tassi di interesse, migliora la capacità delle famiglie e delle imprese di rimborsare i debiti. «La quota delle famiglie finanziariamente vulnerabili rimane contenuta, quella delle imprese è in calo; per entrambi i settori - si legge - l'impatto di un rialzo dei tassi di interesse sarebbe limitato. Anche la ripresa del mercato immobiliare si consolida, riducendo i rischi per il sistema finanziario». Questo mentre a livello globale i rischi si riducono, anche se l'incertezza resta alta.

L'incognita sulle politiche economiche globali
Secondo Bankitalia la crescita mondiale riduce i rischi per la stabilità finanziaria, ma resta l'incognita sulle politiche economiche.  «I tempi e le modalità di attuazione dell'annunciata espansione fiscale negli Stati Uniti non sono ancora noti. Rischi potrebbero derivare dall'adozione e dalla diffusione di misure di restrizione commerciale». Inoltre, una brusca correzione della rapida espansione del credito in Cina - prosegue lo studio - potrebbe riflettersi sulla crescita e sui mercati finanziari globali.

L'aumento degli spread sui titoli dei diversi paesi
Nell'area euro, infine, il consolidamento della ripresa e la riduzione dei rischi di deflazione contribuiscono alla stabilità finanziaria. Si rafforzano i bilanci delle banche e le condizioni di liquidità sul mercato azionario e su quello dei titoli di Stato italiani sono migliorate, dopo le tensioni registrate alla fine del 2016. «Il riemergere di incertezze sulla coesione dell'area ha tuttavia determinato un aumento degli spread sui titoli di Stato in diversi paesi, in parte rientrato nell'ultima decade di aprile", conclude l'istituzione di via Nazionale.