15 dicembre 2019
Aggiornato 06:00
Euro in rialzo

Bce, è in corso il direttorio: cosa dobbiamo aspettarci da Draghi

Alle 14,30 avrà luogo la conferenza stampa del governatore centrale, che annuncerà le decisioni sulla politica monetaria della Bce. Nell'Eurozona l'inflazione in frenata e la valuta comunitaria in risalita tolgono pressione dal Qe

Il governatore centrale, Mario Draghi.
Il governatore centrale, Mario Draghi. ANSA

FRANCOFORTE - Barra a dritta per la Bce. L'inflazione è in decelerazione e l'euro al rialzo: una combinazione di fattori che attenua le pressioni a carico della Banca centrale europea nella prosecuzione del suo programma di stimoli all'economia. Da stamattina si sta svolgendo il Consiglio direttivo e alle 13 e 45 verranno annunciate le decisioni sulla politica monetaria. Non sono attese variazioni né in merito al mantenimento a zero dei tassi di interesse, né sulla prosecuzione fino a fine anno degli acquisti di titoli al ritmo di 60 miliardi di euro al mese.

Oggi è attesa la conferenza stampa di Mario Draghi
Alle 14 e 30 il presidente Mario Draghi terrà la consueta conferenza stampa esplicativa. E il suo recente intervento all'International Monetary and Financial Committee, durante le assemblee annuali di Fmi e Banca Mondiale, potrebbe fornire elementi sul quello che sarà il suo messaggio. La ripresa economica nell'area euro «si sta consolidando ed ampliando - ha detto - anche grazie alle misure espansive della Bce. I rischi sulle prospettive di crescita sono in qualche misura diminuiti, ma restano orientati al ribasso e dipendono prevalentemente da fattori globali».

Di cosa discutono i banchieri centrali
Con ogni probabilità anche i banchieri centrali staranno discutendo con un certo sollievo dell'esito del primo turno delle presidenziali in Francia. Al ballottaggio è entrato il centrista indipendente Emmanuel Macron, che i sondaggi attestano in vantaggio rispetto alla nazionalista Marine Le Pen. Ovviamente non c'è da attendersi commenti diretti da parte dei banchieri su questo cruciale appuntamento elettorale. Tuttavia, esiste un elemento che ha delle implicazioni dirette per le loro policy.

Il balzo in avanti dell'euro sul dollaro
E' venuta meno, infatti, l'ipotesi più problematica agli occhi dei mercati, quella di una gara tra due estremisti, l'euro è infatti schizzato al rialzo fin sopra 1,09 dollari, ai massimi da metà novembre 2016. Stamattina la valuta condivisa consolida i guadagni a 1,0919 dollari. E gli apprezzamenti della divisa di riferimento tendono ad avere un effetto calimierante sul caro vita, che negli ultimi mesi aveva segnato rapide accelerazioni fino a raggiungere il 2 per cento a febbraio e risultando così apparentemente vicina al livello obiettivo della stessa Bce.

Draghi: Sono ancora necessari stimoli monetari
L'istituzione definisce con «stabilità dei prezzi» una inflazione inferiore ma vicina al 2 per cento, anche se questo riguarda un periodo piuttosto lungo e non il singolo mese. Peraltro a marzo, secondo i dati Eurostat, la crescita dei prezzi al consumo ha mostrato un netto ridimensionamento all'1,5 per cento. Sempre Draghi, nel suo recente intervento, ha rilevato che se il livello di inflazione nell'area euro è «marcatamente aumentato» nell'ultimo anno la dinamica di fondo dei prezzi è però rimasta resta «sottotono». Quindi «resta necessario un livello molto consistente di accomodamento monetario».

Il nodo dei Npl
Un altro tema che potrebbe essere evocato è quello del settore bancario europeo, che in generale è migliorato, ma dove persiste ancora il problema di elevati crediti deteriorati (Non performing loans, o Npl), specialmente in alcuni Paesi tra cui l'Italia. In prima battuta è responsabilità delle banche stesse intervenire su questa voce ma «una effettiva riduzione degli Npl richiederà interventi da parte di tutti gli attori», ha detto Draghi.