18 gennaio 2020
Aggiornato 08:00
L'euro vacilla

Draghi e l'«effetto Le Pen» sui mercati: spread a 200 punti, ai massimi da tre anni

A scatenare la perturbazione in atto sui mercati sono state le dichiarazioni di Marine Le Pen, che ha annunciato l'uscita della Francia dall'Ue e dalla NATO in caso di vittoria alle prossime elezioni

PARIGI - L'effetto Le Pen si è scatenato sui mercati dei titoli di Stato. A scatenare la perturbazione in atto è stata la presidente del Front National che ha annunciato che in caso di vittoria nella corsa all'Eliseo farà uscire la Francia dall'Europa e dalla Nato. Il bilancio alla fine di una giornata molto nervosa èstato  che lo spread tra Btp e Bund è schizzato a 200 punti, ai massimi da tre anni, e non accenna ad abbassarsi.

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L'effetto Le Pen sui mercati finanziari
Investitori in fibrillazione e grandi manovre sui titoli di Stato. Acquisti sul Bund tedesco e sui titoli degli altri paesi core del club dell'euro e vendite sui cosiddetti periferici e cioé Italia, Spagna, Portogallo. Ma anche i titoli francesi sono stati sotto pressione. L'oat decennale ha visto salire il rendimento fino all'1,15%, livello che non toccava dal luglio del 2015, per poi ripiegare all'1,1470%. Lo spread con il Bund tedesco si è allargato a un massimo di 79 punti per stabilizzarsi. Era da inizio del 2014 che il differenziale tra i bond decennali di Berlino e Parigi non toccava simili livelli.

Gli analisti non credono alla vittoria del Front National
Il nervosismo degli investitori per le incertezze sul futuro dell'Europa si è riversato anche ai paesi periferici ed ai mercati azionari. Lo spread tra Btp decennale e Bund ha toccato i 200 punti, livello che non raggiungeva da oltre tre anni. Il rendimento del decennale italiano si è impennato al 2,39%, il top da luglio del 2015. Stesso andamento per i Bonos spagnoli con il rendimento all'1,78% e lo spread sul Bund a 142 punti base. Nelle sale operative ritengono che una vittoria della Le Pen non abbia chanche. «E' improbabile un successo del Front National - afferma un broker londinese - ma il manifesto elettorale di Marie Le Pen è sufficiente per alimentare un periodo di tensioni sui mercati».

Draghi difende la stabilità dei prezzi, ma non gli spread
Vale la pena di ricordare, però, che le previsioni degli analisti si sono sbagliate di molto quando non hanno previsto la vittoria di Donald Trump. E nemmeno il presidente della Bce, Mario Draghi, è riuscito a tranquillizzare i mercati, ricordando che «l'euro è irreversibile» e ribadendo che non è dietro l'angolo la fine del quantitative easing e della politica monetaria molto espansiva. Tuttavia il numero uno della banca centrale europea, sulle tensioni sui titoli di Stato, ha ceduto le armi e ha rilevato che la politica monetaria della Bce ha come obiettivo istituzionale quello di garantire il controllo dell'inflazione e la stabilità dei prezzi: «non abbiamo come obiettivo gli spread», i differenziali di rendimento tra titoli di Stato.