19 giugno 2019
Aggiornato 03:30
Verso il dopo Renzi

Referendum, Dbrs prende tempo sul rating italiano e lancia un assist per Padoan

L'agenzia di rating canadese Dbrs deve emmettere il suo verdetto sul rating italiano. Secondo l'analista McCormick tre rischi affliggerebbero il Belpaese, soprattutto l'incertezza del settore bancario e il nodo Mps

NEW YORK - L'agenzia di rating canadese Dbrs deve emmettere il suo verdetto sul rating italiano. E la vittoria del fronte del "No" la preoccupa non poco, tanto che ha deciso di prendere tempo per valutare la situazione politica e finanziaria dell'Italia. Nel frattempo, però, ha messo a segno un assist per il ministro dell'Economia, Pier carlo Padoan, che potrebbe presto diventare il successore di Matteo Renzi a Palazzo Chigi. La finanza internazionale, evidentemente, tifa per Padoan.

Leggi anche "Padoan per il dopo Renzi? Il talento dell'anfibio dell'uomo caro alle banche (e a Bruxelles)"

Dbrs deve emettere il suo verdetto sul rating italiano
Dbrs prende tempo prima di annunciare il suo verdetto sul rating italiano. Il suo è l'unico tra tutte le agenzie riconosciute dalla Banca centrale europea (le altre sono le tre sorelle Moddy's, Fitch e S&P) ad essere pari alla singola A. Dal 5 agosto scorso, però, il rating italiano è sotto osservazione con implicazioni negative. Come spiega Fergus McCormick, analista di Dbrs, l'obiettivo è «capire adeguatamente i rischi» che corre il paese. L'agenzia di rating intende essere «il più possibile trasparente", ma per il momento preferisce studiare la situazione «fragile» - soprattutto per quanto riguarda il sistema bancario - dell'Italia dopo la vittoria del «No» al referendum costituzionale italiano.

I tre rischi che affliggono il Belpaese
Ricordando che sono tre i rischi che hanno portato l'agenzia alla revisione del suo rating sul nostro Paese (incertezza politica, incertezza sul settore bancario e preoccupazioni per una crescita lenta del Pil), l'esperto dice che «il rischio politico è cresciuto nel breve termine. ma nel medio termine è molto incerto; ecco perché non vogliamo affrettare il nostro giudizio». Tuttavia, l'agenzia di rating non ha dimenticato di sottolineare un aspetto «positivo» del post referendum: i mercati e gli investitori non sono nel panico come taluni si sarebbero aspettati.

L'incertezza del settore bancario e il nodo Mps
Da Dbrs, però, la bocciatura della riforma costituzionale «è vista come uno sviluppo che rallenterà (non fermerà) il progesso delle riforme e questo è fonte di preoccupazione".  Per McCormick «ancora più importante del rischio politico è l'incertezza legata al settore bancario» perché l'esito del referendum «mette in dubbio l'aumento di capitale di Mps». Inoltre, altre banche sono in difficoltà a causa dei non performing loans e della bassa redditività. «L'incertezza degli investitori, che si traduce in una volatilità dei prezzi delle asset class, è in generale negativa».

Da Dbrs un assist per Padoan
Preoccupazioni paragonabili a quelle del settore bancario, ha aggiunto McCormick, «sono quelle per la crescita fiacca del Pil che abbiamo visto nell'ultimo decennio». C'è il rischio, «non so quanto probabile", che l'Italia torni a una stagnazione economica con il capitale politico usato per la [messa a punto di una nuova] legge elettorale invece che per portare avanti più riforme. Per l'analista, una potenziale nomina di Pier Carlo Padoan - attuale ministro dell'Economia - a nuovo presidente del consiglio - «sarebbe molto positiva dal punto di vista del mercato». Padoan «è una figura ben rispettata a livello internazionale». La finanza internazionale, evidentemente, tifa per lui.