9 dicembre 2022
Aggiornato 03:00
L'analis di Carlo Vedani, CEO di Alicanto Capital

Usa, le elezioni non fermano il rimbalzo

Negli Stati Uniti, le consultazioni di “mid term” sono ancora in bilico. Ma qualsiasi risultato non dovrebbe frenare la ripresa dei mercati, che è proseguito nonostante il rialzo dei tassi. Ottimi dati, invece, dall'economia italiana

Donald Trump e Joe Biden
Donald Trump e Joe Biden Foto: Depositphotos

Le elezioni di mid term americane sono ancora in bilico. Mentre la Camera dei rappresentanti sembra procedere verso una maggioranza repubblicana – ma meno ampia del previsto – il Senato (che rinnova solo un terzo dei suoi membri) si sta giocando seggio per seggio. I risultati ufficiali potrebbero essere noti fra alcuni giorni: sono probabili ricorsi e richieste di riconteggi, soprattutto se i collegi incerti dovessero mostrare maggioranze sul filo di lana.

Due strade aperte

Ciò che è quindi impossibile è una vittoria netta di uno dei due partiti. Un'affermazione democratica era ritenuta molto difficile, mentre è ancora possibile la conquista, da parte dei repubblicani, di entrambe le camere (anche se, come visto, con una maggioranza risicata in Senato). In questo caso, l'agenda Biden perderebbe forza e il presidente – pur con diritto di veto - dovrebbe accettare compromessi, soprattutto sulla spesa pubblica «a pioggia» attivata per le conseguenze della pandemia. Più ardua, in caso di doppia vittoria repubblicana, la marcia forzata verso l'abbandono delle energie fossili, mentre sarebbero forti le pressioni nei confronti della Fed per un’inversione di tendenza sui tassi. Possibile anche un parziale disimpegno sulle armi all'Ucraina, o almeno una richiesta di rendiconto da parte di Kiev.

Se invece il Congresso risultasse diviso, i cambiamenti possibili sarebbero minori. La situazione potrebbe piacere al mondo del business, che di solito apprezza la soluzione split, foriera di minori trasformazioni dal punto di vista economico.

I tassi contano di più

Dal lato mercati, tuttavia, non cambierà moltissimo; chiunque sia il vincitore, il rimbalzo dovrebbe proseguire senza particolari problemi. Un po' perché, se si guarda agli Stati Uniti, le elezioni del Presidente hanno un impatto maggiore sull'economia piuttosto che il rinnovo delle camere. E un po' per le dinamiche fatte registrare dai mercati: il rimbalzo di ottobre è infatti proseguito persino in un contesto di continui aumenti dei tassi operati dalla Federal Reserve. Anche se, è bene ricordarlo, di solito gli effetti di queste operazioni sul costo del denaro non hanno conseguenze immediate, ma iniziano ad avere effetto dopo almeno uno o più trimestri.

Nessuno può prevedere in che condizioni sarà l'economia americana fra tre mesi. Ma fa ben sperare la dichiarazione di Jerome Powell, presidente della Fed, che ha annunciato un probabile stop ai rialzi dei tassi. Una decisione che avrà un ruolo molto importante nell'andamento dei listini.

Il mercato americano, dunque, guarda più alle decisioni della Federal Reserve che non ai risultati delle elezioni di medio termine. Piuttosto, il ricambio delle camere ha spesso confermato (o innescato) rialzi, indipendentemente dall'esito rivelato dalle urne. E questo è un ulteriore elemento che fa ben sperare.

La riscossa dell'obbligazionario

Sia però chiara una cosa: quando parliamo di «rimbalzo di ottobre», ci riferiamo a una crescita dei mercati dal -25% al -16%. La strada, dunque, è ancora lunga, anche se – è bene ricordarlo – la ripresa ha creato nuove opportunità di investimento. Nell'azionario, ma anche nell'obbligazionario. Ora è possibile scegliere bond che rendono mediamente dal 5% al 7%, con punte ancora più alte. È il caso di alcuni titoli bancari (anche italiani) o di società d’oltre oceano attive sulle materie prime, che attualmente assicurano una performance dell'8%.

Il petrolio torna a salire...

Il prezzo del petrolio intanto è tornato a crescere. Dopo essere calato sotto l'asticella dei 90 dollari, ora sembra aver recuperato l’impeto rialzista. Le politiche improntate al calo della produzione caldeggiate dall'Arabia Saudita (e appoggiate anche dalla Russia) hanno dunque influito sul prezzo, nonostante l'utilizzo delle riserve strategiche americane da parte dell'amministrazione Biden, vero e proprio freno a mano ai prezzi utilizzato a fini essenzialmente elettorali.

Ora però, a urne chiuse, le riserve strategiche dovranno essere ricostituite, almeno in parte. Questa politica causerà quasi sicuramente un ulteriore rialzo del prezzo del greggio, che potrebbe superare nuovamente quota 100.

… e il gas scende

Sale il petrolio, scende il gas. Il prezzo del metano, pur più alto rispetto agli anni scorsi, è tornato a valori più sopportabili, nonostante l'inerzia da parte delle autorità europee. Ad abbattere la domanda (e le tariffe) sono state niente altro che dinamiche di mercato: il quasi completamento degli stoccaggi da parte dei paesi europei, le temperature autunnali molto clementi e, purtroppo, la chiusura di varie aziende, causata proprio dai rincari delle bollette precedenti.

Resta però aperto il nodo dello stop alla vendita di automobili a benzina che, per decisione dell'Unione Europea, partirà nel 2035. I problemi, già ampiamente sottolineati, riguardano la distruzione di un'industria europea particolarmente forte come quella dell'automotive e le incognite legate al prezzo dell'energia (meno controllabile, come abbiamo visto ultimamente, rispetto a quello del petrolio). A queste incognite se ne aggiunge una terza: in tutta probabilità, sarà solo l'Unione Europea ad applicare questa misura drastica. Tre subcontinenti come Stati Uniti, India e Cina andranno avanti con la vendita delle automobili endotermiche. Rendendo l'operazione inutile per l'ambiente e dannosa per la competizione fra le aziende europee e quelle del resto del mondo.

Il turismo traina la crescita

Sul fronte economico interno continuano le notizie positive: l'Italia ha archiviato dati provvisori molto buoni per il terzo trimestre. Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, l'incremento si è attestato sulla percentuale del 2,6% e quello raggiunto nel corso dell'anno del 3,9%.

Un grande contributo a questi risultati, per molti versi inattesi, è stato fornito dal turismo, e non solo quello di prossimità: nel corso di quest'anno si sono registrati anche grandi flussi di vacanzieri da Stati Uniti, Gran Bretagna e Cina, che hanno colmato le assenze forzate dei turisti russi.

Per questo motivo, la clamorosa scoperta di 24 statue etrusche e romane a San Casciano dei Bagni, oltre a rivelarsi un tesoro inestimabile dal punto di vista culturale, avrà conseguenze molto positive sull'economia italiana. Il nostro «petrolio» è costituito dalla storia e dal patrimonio artistico, monumentale e paesaggistico che ogni singola area geografica del paese può offrire: la sfida è riuscire a utilizzarlo anche come carburante per una nuova crescita economica.