10 dicembre 2019
Aggiornato 05:30
La mappa degli esuberi

Banche, il grande esodo degli esuberi si trasformerà in una bomba sociale?

I bancari italiani potrebbero dimezzarsi nei prossimi 10 anni e questo grande esodo trasformarsi in una vera e propria bomba sociale. Vi proponiamo la mappa degli esuberi delle più importanti banche italiane. Che fine faranno i lavoratori?

Unicredit conta già circa 6mila esuberi.
Unicredit conta già circa 6mila esuberi. Shutterstock

ROMA – I bancari italiani potrebbero dimezzarsi nel giro di soli dieci anni. Il sistema bancario nostrano conta diverse migliaia di esuberi e secondo Bankitalia ha bisogno di una drastica dieta dimagrante. Il Fondo monetario internazionale ci invita a sua volta a chiudere un terzo degli sportelli operativi e in pratica questo vuol dire che circa 90mila persone rischiano di perdere il lavoro.

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I bancari italiani potrebbero dimezzarsi
I bancari italiani potrebbero dimezzarsi nell'arco di dieci anni, passando dalle attuali 300mila unità a circa 150mila. Il problema dei problemi delle nostre banche è infatti la loro bassa produttività. Troppe filiali. Troppi sportelli. Troppi costi. Sono finiti i tempi delle vacche grasse, quando nuove agenzie spuntavano come funghi dopo la pioggia, ad ogni angolo della strada. L'industria bancaria deve reagire alla crisi finanziaria globale con una drastica dieta dimagrante. E' quanto ha annunciato Bankitalia. E quanto chiede, con una certa urgenza, al nostro paese anche il Fondo monetario internazionale. Per il momento sono a rischio un terzo degli sportelli attivi, cioè 9800 su 29500 operativi. In pratica è in gioco il destino di circa 90mila persone, perché in ogni sportello lavorano 6,5 addetti.

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Una bomba sociale in un paese già provato dalla crisi
Una vera e propria bomba sociale in un'Italia già duramente provata dalla crisi. «Fare esercizio fisico e perdere peso al fine di recuperare agilità». E' questa la ricetta del direttore generale della Banca d'Italia, Salvatore Rossi, per il sistema bancario italiano. Ed è anche quella che ci propina il Fondo monetario internazionale, per il quale nel Belpaese ci sono gruppi bancari che hanno «notevoli» spazi di manovra per migliorare la loro efficienza. Secondo il Fmi le banche europee potrebbero arrivare a risparmiare fino a 18 miliardi di dollari di costi operativi. E i dati di cui disponiamo danno ragione all'istituto di Washington. Vediamo, in dettaglio, quali sono gli esuberi già conclamati delle banche più importanti del vecchio Continente. Come riporta Giuseppe Cordasco su Panorama, in pole position c'è Deutsche Bank, che conta 9000 esuberi: cioè il 9% del suo personale. Ing Direct segue con 7000 unità.

La mappa degli esuberi in Italia
Ma si piazza bene – si fa per dire – anche l'Italia: con Unicredit che raggiunge le 6000 eccedenze, Ubi Banca che ne conta 2700, mentre per Mps si parla di 2500 esuberi e per la Banca Popolare di Vicenza di 1500 unità. I dati di cui sopra si riferiscono ai piani industriali che si concluderanno entro il 2020. Ma è solo una parte della torta. Secondo la Fabi – il principale sindacato dei bancari italiani - gli esuberi previsti nei prossimi quattro anni saranno almeno 20mila e la tendenza del comparto bancario italiano è quella di dimezzare i costi del personale entro il 2026. E qui iniziano i problemi. In un paese già duramente provato dalla crisi economica e che registra un tasso di disoccupazione nazionale intorno all'11,4% (e un tasso di disoccupazione giovanile intorno al 39%) non sarà facile metabolizzare l'impatto di questa bomba sociale. La mappa degli esuberi sta assumendo le dimensioni di un vero e proprio esodo.

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Che fine faranno i lavoratori?
E che fine faranno i lavoratori? La strada del licenziamento, in verità, è poco auspicabile per le banche perché le costringerebbe a dichiarare lo stato di crisi danneggiando la loro immagine e inducendo i clienti a una rapida fuga. Perciò gli istituti del credito costretti a tagliare il personale sperano di attingere al fondo per gli esuberi di categoria «come mosche sul miele», ma le risorse non bastano per tutti. E' la solita storia della coperta troppo corta. Come riporta Giovana Faggionato su Lettera 43, attualmente nel fondo ci sono circa 790 milioni di euro, ma un prepensionamento costa in media 55mila euro l'anno. Perciò, conti alla mano, con le risorse disponibili si pagano circa 5 mila esuberi l'anno con un prepensionamento di 3 anni. In base a un recente accordo con l'Abi il governo si sta attrezzando per accompagnare nel percorso di prepensionamento circa 25mila bancari da qui al 2023. E a tutti gli altri cosa succederà?