Sostegno per l'inclusione attiva

Crisi e povertà, dal 2 settembre le famiglie possono fare richiesta per il SIA. Tutto ciò che dovete sapere

L'acronimo sta per “Sostegno per l'Inclusione Attiva” ed è un sussidio mensile erogato dall'INPS per aiutare le famiglie in difficoltà economica. Ecco come funziona la Carta, chi può beneficiare del contributo statale e come presentare la domanda

Dal 2 settembre le famiglie possono presentare la domanda per il SIA.
Dal 2 settembre le famiglie possono presentare la domanda per il SIA. (Diana Baliuk | Shutterstock.com)

ROMA – Via libera alle richieste per il SIA a partire dal prossimo 2 settembre. Il Sostegno per l'inclusione attiva è destinato ai nuclei familiari più disagiati. Ecco come funziona il sussidio erogato dal Governo, chi può farne richiesta e come presentare la domanda.

Che cos'è il SIA
Il SIA partirà il prossimo 2 settembre. L'acronimo sta per «Sostegno per l'Inclusione Attiva» ed è un sussidio mensile erogato dall'INPS per aiutare le famiglie in difficoltà economica. L'importo può variare a seconda dei casi, da un minimo di 80 a un massimo di 400 euro al mese. Poiché si tratta di una misura di contrasto alla povertà, le risorse economiche che lo finanziano – sono 750 milioni di euro solo per il 2016 - arrivano direttamente dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. I beneficiari riceveranno una Carta (la Carta SIA appunto), contente l'importo erogato dal Governo e destinato alle spese del nucleo familiare.

Come funziona la Carta
Con la Carta SIA, la famiglia destinataria del sussidio potrà procedere all'acquisto di beni di prima necessità, come generi alimentari o farmaci. Ma può essere utilizzata anche per pagare le bollette elettriche e del gas. Le spese vengono addebitate direttamente allo Stato, nella misura in cui corrispondono all'importo del sussidio erogato mensilmente al nucleo familiare. Il rilascio della Carta è tuttavia subordinato all'impegno da parte della famiglia di aderire a un progetto di attivazione sociale e lavorativa organizzato dal Comune di appartenenza. I progetti in questione sono diversificati per adulti e bambini, e mirati a far sì che la famiglia disagiata possa recuperare la sua autonomia economica e sociale mediante un percorso personalizzato di «inclusione attiva».

Chi può beneficiare del sussidio
Possono presentare la domanda in Comune per la Carta SIA i nuclei familiari italiani e stranieri (con regolare permesso di soggiorno di lungo periodo) con un ISEE inferiore ai 3mila euro con almeno un figlio minorenne o disabile, o una donna in stato di gravidanza. Inoltre, la famiglia non deve già essere beneficiaria di altri contributi economici, come la NASPI o l'ASDI. E sono esclusi a priori dal sussidio quei nuclei familiari che hanno acquistato nei 12 mesi prima dell'inoltro della domanda un'automobile o una moto immatricolati nei tre anni precedenti.

Come e dove presentare la domanda
Il nucleo familiare richiedente può presentare la domanda per la Carta SIA a partire dal 2 settembre 2016 al proprio Comune di residenza, compilando un apposito modulo che sarà fornito direttamente dagli sportelli comunali. E' necessario allegare alla domanda un documento di identità in corso di validità. L'INPS provvederà alla verifica dei requisiti richiesti e darà il via alla pratica per l'erogazione del sussidio. La Carta SIA sarà inviata al nucleo richiedente da Poste Italiane e l'importo in essa contenuto sarà subito spendibile. In caso di rifiuto, il soggetto può presentare ricorso in Comune e chiedere il riesame della sua situazione economica.

In Italia la povertà è in aumento
Come avevamo già avuto modo di sottolineare, i nuclei familiari che in Italia rientrano nella condizione di povertà assoluta sono in aumento. Gli ultimi dati Istat, pubblicati intorno alla metà del mese di luglio, descrivono un fenomeno in crescita. Secondo il report dell'Istituto nazionale di statistica, si stima che nel 2015 circa 4 milioni e 598mila individui sul territorio nazionale vivano in condizioni di povertà assoluta. Ed è il numero più alto dal 2005. A essere colpiti sono in misura maggiore i nuclei familiari numerosi: 1/3 delle famiglie con 5 o più componenti rientra nella categoria. Ma la povertà assoluta non risparmia neanche i giovani. Né i minori. Circa uno su dieci è vittima della povertà assoluta, cioè il 10% del totale. Nel 2005 eravamo fermi a quota 3,9%.