27 giugno 2019
Aggiornato 12:30
bailin o bailout?

Banche e stress test 2016, perché Mps potrebbe innescare una nuova crisi europea

Mps è l'anello debole del sistema bancario italiano e rischia di accendere la miccia nella polveriera dell'UE. Ecco cosa c'è in gioco per il governo Renzi e per l'Europa. E perché l'Adepp ha appena promesso 500 milioni di euro ad Atlante 2

ROMA – L'Europa trema in vista del verdetto dell'Eba e le tensioni rimbalzano sui mercati finanziari colpendo più duramente i titoli bancari più a rischio. Mps dopo il collasso di ieri oggi torna a salire, ma resta sull'ottovolante in attesa di conoscere i risultati degli stress test 2016. E c'è chi crede che la prossima crisi europea possa scoppiare proprio in Italia a causa delle banche.

Mps è l'anello debole del sistema bancario italiano
Mancano pochi giorni alla pubblicazione dei risultati degli stress test 2016 e l'Eba, come la Pizia dell'oracolo di Delfi, comunicherà il verdetto sul destino delle banche comunitarie. Sono cinque quelle italiane nel mirino dell'Autorità bancaria europea, ma una trema più delle altre in vista del responso. Già travolta dall'eco del voto inglese sulla Brexit, che ha dimezzato il suo valore azionario, il Monte dei Paschi è l'anello debole del sistema bancario italiano e, come riporta un articolo pubblicato su l'Economist, potrebbe innescare una crisi sistemica dalle imprevedibili ripercussioni continentali.

La polveriera dell'UE rischia di saltare in aria
In pancia agli istituti di credito nazionali ci sono 360 miliardi di euro di crediti inesigibili, ovvero il 18% del totale d'Europa. Una zavorra di gigantesche dimensioni che le banche vorrebbero smaltire, ma vendere le sofferenze al prezzo di mercato causerebbe una perdita considerevole del loro capitale. Per questo è stato creato il Fondo Altante, al fine di aiutare la ricapitalizzazione delle banche in difficoltà e coadiuvare lo smaltimento dei crediti deteriorati, ma il salvagente del governo Renzi ha già quasi esaurito le riserve. Nonostante le rassicurazioni del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, che dopo il G20 di Changdu ha voluto rasserenare i risparmiatori italiani definendo «solido» il sistema bancario nazionale ed escludendo il ricorso al bail-in, Mps potrebbe diventare la miccia capace di far esplodere la polveriera dell'UE.

Cosa c'è in gioco per Matteo Renzi e per l'UE
Ne sono consapevoli sia la Commissione europea che il premier, Matteo Renzi, nella difficile trattativa che da diverse settimane verte sulla questione delle banche italiane. Il presidente del Consiglio vorrebbe evitare la tutti i costi l'applicazione delle nuove regole del bail-in, che prevedono il coinvolgimento degli azionisti, degli obbligazionisti e dei correntisti nel salvataggio delle banche, e ricorrere a un aiuto di Stato. Sarebbe troppo chiedere ai risparmiatori italiani di incassare un altro k.o., dopo quello che ha fagocitato i risparmi di 135mila famiglie a causa delle quattro banche salvate, senza far saltare la sua poltrona. Ma le regole comunitarie vietano il ricorso al bailout e se verranno piegate per soddisfare le richieste del governo Renzi non saranno più credibili.

Il limbo in attesa del verdetto degli stress test 2016
Insomma, la posta in gioco è molto alta: da un lato la sopravvivenza dell'Esecutivo italiano in vista del controverso referendum sulla riforma costituzionale di ottobre, dall'altro il rispetto delle regole dell'UE in un momento particolarmente delicato per la sua stessa sopravvivenza. In mezzo c'è in limbo che ci separa dalla pubblicazione dei risultati degli stress test 2016, che potrebbero ammorbidire la Commissione europea se il verdetto fosse negativo per il destino delle banche comunitarie o palesasse il rischio di una crisi finanziaria italiana contagiosa per l'intero continente. Nel Belpaese, intanto, i tecnici del Governo corrono ai ripari in vista delle prossime turbolenze finanziarie che potrebbero investire il Monte dei Paschi.

500 milioni di euro dall'Adepp per Atlante 2
La notizia è arrivata direttamente dall'Associazione degli Enti previdenziali privati (Adepp), che ieri ha reso noto mediante un comunicato di voler «sostenere l'iniziativa Atlante 2». L'Esecutivo chiama, l'Adepp risponde. Nel comunicato si legge testualmente: «le casse sono disposte a investire nel nuovo veicolo che dovrebbe rilevare i crediti deteriorati delle banche in crisi, a partire da MPS.» Certo, serve il via libera ufficiale da parte dei rispettivi cda, ma secondo quanto riporta La Stampa, l'apporto delle casse - e in particolare di Enpam (medici), Enasarco (agenti e rappresentanti di commercio) e Cassa Forense - sarebbe pari a circa 500 milioni di euro. Si tratta di un forte segnale di supporto al sistema del credito italiano, che arriva dall'Adepp su chiara indicazione politica, ma basterà a salvare Mps, il governo Renzi e l'UE da un'altra crisi?