15 ottobre 2019
Aggiornato 13:30
Le rassicurazioni del ministro

Banche, gli stress test 2016 e il caso MPS. Padoan: «Escludo il ricorso al bail-in»

Sul destino delle 5 banche italiane nel mirino dell'Eba pende la spada di Damocle. Secondo il ministro dell'Economia «il risparmio sarà garantito» anche se non dovessero passare l'esame del 29 luglio. Ma Mps sprofonda a Piazza Affari.

ROMA - A Chengdu si è conclusa la riunione del G-20 da parte dei leader finanziari e il ministro dell'Economia del governo Renzi, Pier Carlo Padoan, ha voluto rassicurare i risparmiatori italiani escludendo per il momento il ricorso al bail-in. Ma il tentativo di gettare acqua sul fuoco non ha lenito le sofferenze del titolo di Mps, che oggi ha aperto la seduta in profondo rosso.

La spada di Damocle sulla testa delle 5 banche italiane
In collegamento da Chengdu, dove si è chiuso il G20 delle Finanze, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ieri ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Rai News 24 con l'intento di rasserenare i mercati finanziari e i risparmiatori italiani nella settimana decisiva per le sorti delle banche nazionali. Il 29 luglio, infatti, l'Eba pubblicherà i risultati degli stress test che ha condotto su 53 istituti comunitari, cioè il 70% del sistema bancario dell'Eurozona, e nel Belpaese la spada di Damocle pende sulla testa di Unicredit, Intesa San Paolo, Banco Popolare, Ubi e soprattutto Mps.

Gli effetti della brexit saranno «limitati»
Il ministro dell'Economia ha ribadito che gli effetti del referendum inglese saranno«limitati», sebbene «tutte le istituzioni internazionali abbiano stimato un rallentamento della crescita in alcuni paesi dell'Europa». Il governo ne terrà conto nella prossima Legge di Stabilità del 2017 e valuterà il «nuovo quadro economico alla luce di questo rallentamento globale, che purtroppo era già iniziato prima della Brexit», ma«continueremo a tenere la barra dritta che è quella di una politica di consolidamento e di crescita allo stesso tempo», ha sottolineato Pier Carlo Padoan.

Per il momento è escluso il ricorso al bail-in
L'economista di Palazzo Chigi non ha voluto lasciare adito a dubbi: «Non c’è alcun rischio, il sistema delle banche italiane è solido», ha ribadito. «Ci sono – ha spiegato – pochi casi critici che sono stati circoscritti e risolti con un processo di mercato». Padoan sa bene quanto conti il concetto keynesiano di fiducia per la tenuta dei mercati finanziari e per questo è stato ancora più netto nel rassicurare i risparmiatori italiani, comunicando loro la strategia dell'Esecutivo in vista dei prossimi appuntamenti: «per il momento escludo il ricorso ai meccanismi di autosalvataggio o Bail-in sulle banche italiane».

Il dialogo aperto con la Commissione europea
Il governo Renzi sta cercando con ogni mezzo di evitare il ricorso alle nuove regole comunitarie, quelle che prevedono il coinvolgimento di azionisti, obbligazionisti e comuni correntisti nel salvataggio delle banche, perché sarebbe molto difficile far ingoiare un'altra pillola ai risparmiatori italiani dopo quella che hanno dovuto mandar giù per le quattro banche salvate. Ottimismo, quindi, oggi è la parola d'ordine per cercare di rasserenare gli animi, dopo il G-20 di Chengdu e prima di conoscere il verdetto dell'Eba. Padoan ha sottolineato che «con la commissione europea abbiamo da tempo un dialogo molto costruttivo» riguardo alla definizione pratica «dei gradi di flessibilità che, all'interno della normativa sul bail in, si possono ottenere».

Mps in profondo rosso
«Quindi siamo confidenti. E ribadisco quello che il presidente del Consiglio e io stesso abbiamo ripetuto in queste settimane: il risparmio sarà totalmente garantito», ha concluso il ministro dell'Economia dopo la riunione dei leader finanziari globali in territorio cinese. Le parole di Padoan, però, non hanno sortito l'effetto sperato per la tenuta del titolo del Monte dei Paschi, che soffre per i rumors che la vogliono bocciata agli stress test dell'Eba e oggi ha accusato una flessione intorno al 7% . La capitalizzazione di Mps è precipitata di nuovo intorno agli 850 milioni di euro e nonostante le novità del 2016 per gli stress test non prevedano più l'assegnazione di un bollino per distinguere le banche «sane» da quelle «malate», secondo alcune informazioni preliminari l'istituto senese sarebbe stato collocato nella zona a più alto rischio. E il piano di smaltimento delle sofferenze in pancia all'istituto, presentato dalla governance della banca alle istituzioni comunitarie per la loro approvazione, non ha ricevuto ancora una risposta.