18 novembre 2018
Aggiornato 05:00

Banche, le italiane superano tutte lo stress test. Bce: «Sono diventate più solide»

I risultati degli ultimi stress test mostrano che le 33 banche di maggiori dimensioni vigilate direttamente dalla Banca centrale europea «hanno aumentato la loro capacità di tenuta agli shock finanziari negli ultimi due anni»
La sede di Unicredit
La sede di Unicredit (ANSA)

ROMA - I risultati degli ultimi stress test mostrano che le 33 banche di maggiori dimensioni vigilate direttamente dalla Banca centrale europea «hanno aumentato la loro capacità di tenuta agli shock finanziari negli ultimi due anni». E nonostante uno scenario avverso più grave di quello ipotizzato nella prova di stress del 2016, rileva la Bce con una nota, il coefficiente di capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1, Cet1) delle 33 banche si è collocato dopo un periodo di stress di tre anni al 9,9%, rispetto all'8,8% registrato due anni fa. In totale, la prova di stress a livello di UE ha coinvolto 48 enti creditizi, pari al 70% delle attività bancarie dell'Unione europea. Le 33 banche partecipanti soggette alla vigilanza della Bce rappresentano il 70% delle attività bancarie dell'area dell'euro. L'Eba ha pubblicato oggi i risultati della prova di stress sul proprio sito Internet. Grazie agli sforzi compiuti nella gestione degli attivi preesistenti e al coerente accumulo di capitale negli ultimi anni, all'avvio della prova di stress le 33 banche presentavano una base patrimoniale molto più solida, con un coefficiente di CET1 del 13,7% rispetto al 12,2% del 2016. Il CET1 è una misura fondamentale della solidità finanziaria di una banca.

Meglio di due anni fa
«Il risultato conferma che le banche partecipanti all'esercizio presentano una capacità di tenuta agli shock macroeconomici maggiore rispetto a due anni fa. Anche grazie alla nostra azione di vigilanza, le banche hanno aumentato considerevolmente la loro dotazione di capitale, riducendo allo stesso tempo i crediti deteriorati e, tra l'altro, migliorando i controlli interni e il governo dei rischi», ha dichiarato Danièle Nouy, Presidente del Consiglio di vigilanza della BCE. «In prospettiva, l'esercizio ci aiuta a localizzare le singole banche più vulnerabili nonché le categorie di banche più sensibili a determinati rischi». Nello scenario avverso il capitale delle 33 banche vigilate dalla Bce incluse nel campione dell'Eba si è ridotto in media di 3,8 punti percentuali, una variazione superiore a quella di 3,3 punti percentuali registrata nella prova di stress del 2016. Lo scenario, predisposto dal Comitato europeo per il rischio sistemico in collaborazione con la Bce e con l'Eba, copre un periodo di tre anni. È incentrato sulla rivalutazione dei premi al rischio globali, sulle spirali negative tra crescita bassa e redditività debole delle banche nonché sui timori per la sostenibilità del debito pubblico e privato. Tali rischi sono stati individuati dal CERS alla fine dello scorso anno quali rischi di maggior rilievo per le economie europee. Lo scenario non considera eventi più recenti. Ipotizzando una contrazione del prodotto interno lordo (Pil) dell'area dell'euro pari al 2,4% e un calo delle quotazioni immobiliari e azionarie rispettivamente del 17% e del 31%, lo scenario prevede uno shock più grave di quello applicato alla prova di stress del 2016, in media in tutti gli Stati membri.

I motivi
La maggiore riduzione di capitale deriva non solo da uno scenario economico più grave, ma anche dall'introduzione del principio internazionale di rendicontazione finanziaria IFRS 9. Tale nuovo principio contabile prevede che gli accantonamenti a copertura delle perdite attese sui crediti che hanno subito una riduzione di valore siano effettuati prima nel ciclo del credito, almeno da parte delle banche che non si sono avvalse di un periodo transitorio. Il maggiore impatto dello scenario è stato inoltre dovuto alle modifiche della metodologia della prova di stress. Un aspetto positivo è costituito dal miglioramento della qualità degli attivi di cui hanno beneficiato le banche per aver ridotto le proprie consistenze di crediti deteriorati. L'elevata capacità di tenuta complessiva raggiunta dal sistema bancario dell'area dell'euro non dovrebbe tuttavia distogliere dalle sfide restanti e dalla necessità di impegno ulteriore nell'affrontare il tema dei modelli imprenditoriali e i problemi ereditati dal passato. La BCE seguirà con particolare attenzione gli sviluppi in questi ambiti.

Il test della Bce
Parallelamente alla prova di stress dell'ABE a livello di UE, la BCE ha condotto il proprio esercizio di stress per le banche sottoposte alla sua vigilanza diretta ma non incluse nel campione dell'ABE. All'inizio di quest'anno, la BCE ha inoltre sottoposto alla prova le quattro banche greche da essa vigilate direttamente. Pur mantenendo la stessa metodologia e lo stesso approccio della prova di stress dell'ABE a livello di UE, la BCE ha accelerato la tempistica per completare l'esercizio prima della fine del terzo programma di sostegno del Meccanismo europeo di stabilità per la Grecia. Come negli scorsi anni, la prova di stress non è intesa a «promuovere o bocciare» le banche. Tuttavia, l'autorità di vigilanza tiene conto dell'esercizio per determinare il capitale di secondo pilastro nell'ambito del processo annuale di revisione e valutazione prudenziale (Supervisory Review and Evaluation Process, SREP). L'autorità di vigilanza chiede alle banche di detenere capitale di secondo pilastro quale riserva prudenziale aggiuntiva rispetto al requisito minimo regolamentare. Il capitale di secondo pilastro è graduato in funzione delle caratteristiche della banca, quali il modello imprenditoriale, l'assetto di governance o il sistema di gestione dei rischi. La BCE sta attualmente predisponendo le decisioni SREP 2018 riguardanti le banche sottoposte alla propria vigilanza.