10 dicembre 2019
Aggiornato 02:30
Siamo tra i paesi più corrotti del mondo

Corruzione, vale il 2% del Pil mondiale. E agli italiani quanto costa?

L'allarme del Fmi rimbalza da uno stato all'altro, ma il prezzo della corruzione è particolarmente elevato soprattutto nel Belpaese. L'Italia è tra i paesi più corrotti d'Europa e a ogni cittadino vengono sottratti 1000 euro l'anno a causa delle «mazzette».

ROMA – Secondo il Fondo monetario internazionale la corruzione costa all'economia mondiale circa 2mila miliardi l'anno, cioè il 2% del Pil globale. Ma se i costi diretti sono quantificabili, quelli indiretti potrebbero essere perfino maggiori, innescando un pericoloso circolo vizioso capace di crescere esponenzialmente nel lungo periodo. E l'Italia è nella lista dei paesi più corrotti del mondo.

L'allarme del Fmi
A dare l'allarme è il Fondo monetario internazionale in un paper intitolato «Corruzione: costi e strategie per limitarne i danni». Ed è il direttore in persona, Christine Lagarde, a rendere noti i dati del rapporto e a quantificare il fenomeno. Solo le tangenti pagate ogni anno ammontano a circa 2mila miliardi di dollari, cioè il 2% del Pil globale. Ma, sebbene i costi economici diretti della corruzione siano ben noti, «i costi indiretti potrebbero essere ancora più sostanziali e debilitanti, portando a una crescita bassa e a una maggiore ineguaglianza dei redditi», ha sottolineato l'ex ministro dell'Economia francese.

Il prezzo della corruzione
La corruzione non è solo un problema culturale, perché può alimentare un circolo vizioso nell'economia internazionale in grado di avere «un impatto corrosivo sulla società». Può mettere a rischio la fiducia nel governo, erodere gli standard etici dei privati cittadini, disincentivare gli investimenti, condizionare negativamente la politica nazionale. La pratica delle mazzette è responsabile – come sottolinea la direttrice del Fmi – di «crescita bassa» e «maggiore disuguaglianza nei redditi», perciò ha costi sociali ed economici elevatissimi.

L'Italia è tra i paesi più corrotti d'Europa
L'Italia, purtroppo, offre un pessimo contributo alla corruzione internazionale perché, oltre ad avere una cattiva reputazione, continua a essere uno dei paesi più corrotti d'Europa. Secondo l'ultimo rapporto del Corruption Perceptions Index di Transparency International, l'organizzazione non governativa che monitora il livello di corruzione pubblica percepita, l'Italia si colloca al 61esimo posto tra i 168 paesi censiti ed è penultima nella classifica dei 28 paesi membri dell'Ue. Fanno meglio di noi perfino la Grecia e la Romania: dopo di noi c'è soltanto la Bulgaria.

A ogni cittadino vengono sottratti 1000 euro l'anno
Secondo i dati pubblicati in un dossier preparato da Libera, Legambiente e Avviso pubblico (Enti e Regioni contro le mafie), il 10% dei parlamentari italiani della scorsa legislatura è risultato indagato, condannato o arrestato per corruzione, concussione, truffe o abuso d’ufficio: in totale 90 (59 del Pdl, 13 del Pd e 8 dell’Udc). E non finisce qui. Sapete quanto (ci) costa la corruzione nazionale? Secondo il Dipartimento della Funzione Pubblica, circa 60 miliardi di euro l'anno, cioè circa il 3,8% del Pil nazionale. Significa che ad ogni cittadino italiano vengono sottratti, ogni anno, 1000 euro a causa della corruzione sistemica del nostro paese.

Un furto che impoverisce la società
Sulla spinosa – e costosa - questione è intervenuto ieri anche il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone, al termine del summit Internazionale contro la corruzione tenutosi Londra. «La presa di coscienza, a livello apicale, che la corruzione è un cancro del mondo globalizzato è un enorme passo avanti per combattere tale fenomeno e per creare anticorpi alla malattia nella società civile, creando in tutti i Paesi una cultura di contrasto al malaffare", ha detto. Cantone intervenendo alla II sessione del Summit ha ricordato che «nella lotta alla corruzione è importante spezzare il legame omertoso fra corruttore e corrotto", e ha citato l'esperienza italiana di nuovi metodi di contrasto, fra i quali la confisca senza condanna. Il concetto espresso durante il suo intervento è stato ripreso in chiusura di sessione anche dal primo ministro britannico, David Cameron. La corruzione non è solo una questione culturale, etica, sociale, ma «è un furto che impoverisce la società», ha detto il presidente di Libera, Don Ciotti. Sarebbe ora di voltare pagina, dentro e fuori i confini nazionali.