Corruzione a go go

La corruzione 25 anni dopo Tangentopoli: l'Italia sceglie il «passo del gambero»

Insieme alla Bulgaria, l'Italia è il paese più corrotto d'Europa. Secondo i calcoli della Corte dei Conti, la corruzione costa ad ogni cittadino circa 1500 euro l'anno e per la TAV spendiamo dieci volte quello che spendono in Francia

Il premier Paolo Gentiloni.
Il premier Paolo Gentiloni. (ANSA)

ROMA – La corruzione in Italia costa alle casse dello Stato circa 100 miliardi di euro l'anno. I calcoli sono quelli della Corte dei Conti, in base ai quali la corruzione genererebbe il 40% di spesa in più nei contratti per opere, forniture e servizi pubblici gonfiandoli esponenzialmente. Una cifra monstre sottratta all'economia reale, al bilancio pubblico, alla sana competizione tra aziende, alle tasche dei cittadini.

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Insieme alla Bulgaria siamo il paese più corrotto dell'Ue
Secondo l'ultimo rapporto del Corruption Perceptions Index di Transparency International, l'organizzazione non governativa che monitora il livello di corruzione pubblica percepita, l'Italia si colloca al 61esimo posto tra i 168 paesi censiti ed è penultima nella classifica dei 28 paesi membri dell'Ue. Fanno meglio di noi perfino la Grecia e la Romania. Dopo di noi c'è soltanto la Bulgaria. Eppure venticinque anni fa le indagini di Tangentopoli ci avevano fatto credere che tutto finalmente sarebbe stato diverso. E invece no. Anzi. Le forme di contrasto alla corruzione sono addirittura peggiorate.

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La corruzione costa a ogni cittadino circa 2mila euro l'anno
Partiamo dai dati. Secondo i dati pubblicati in un dossier preparato da Libera, Legambiente e Avviso pubblico (Enti e Regioni contro le mafie), il 10% dei parlamentari italiani della scorsa legislatura è risultato indagato, condannato o arrestato per corruzione, concussione, truffe o abuso d’ufficio: in totale 90 (59 del Pdl, 13 del Pd e 8 dell’Udc). E non finisce qui. Sapete quanto (ci) costa la corruzione nazionale? Secondo il Dipartimento della Funzione Pubblica, circa 60 miliardi di euro l'anno, cioè circa il 3,8% del Pil nazionale. In base a questi calcoli significa che ad ogni cittadino italiano vengono sottratti, ogni anno, 1000 euro a causa della corruzione sistemica del nostro paese. Ma secondo la Corte dei Conti la cifra salirebbe ad almeno 100 miliardi di euro l'anno.

Per la TAV spendiamo 10 volte quello che spendono in Francia
Perché la corruzione genererebbe il 40% di spesa in più nei contratti per opere, forniture e servizi pubblici gonfiandoli esponenzialmente. Se i calcoli della Corte dei Conti fossero esatti, la corruzione costerebbe ad ogni cittadino quasi 2000 euro l'anno. Un altro esempio potrà schiarivi le idee. Un ricercatore ha provato a verificare quale fosse il costo chilometrico della TAV (la ferrovia ad alta velocità) in Europa e i risultati sono esplicativi. In Francia e Spagna la cifra si aggira sui 10 milioni di euro al chilometro. E in Italia? Lo stesso chilometro ci costa dieci volte tanto: la cifra oscilla tra i 70 e i 100 milioni di euro. A far lievitare i costi in maniera così evidente è l'incidenza della corruzione, che nel Belpaese è un vero e proprio morbo.

Il passo del gambero dell'Italia da Tangentopoli a oggi
Dicevamo che da Tangentopoli le forme di contrasto alla corruzione sono, paradossalmente, peggiorate. Secondo il magistrato Sebastiano Ardita, si sono adottate misure anche processuali che limitano l'azione investigativa e si è fatto ricorso a strumenti «del tutto blandi», come quelli amministrativi. Le attività di ablazione, poi, cioè i sequestri dei beni per corruzione non superano i 15 milioni di euro l'anno e quindi, a confronto dei 100 miliardi di euro sottratti dalla corruzione alle vie legali, si tratta di una cifra assolutamente irrisoria. Sulla strada della lotta alla corruzione l'Italia non ha camminato in avanti. Ha fatto piuttosto il passo del gambero. Oggi il fenomeno è divenuto più tentacolare e si nutre di consulenze private, forme di partecipazione societaria o la cessione «apparente» di attività economiche super valutate. Per combatterlo servirebbero strumenti repressivi molto più incisivi. Non solo. Servirebbe anche un cambiamento culturale profondo e sincero della società italiana.