23 gennaio 2022
Aggiornato 16:00
Corruzione

In Italia la corruzione non è un problema così grave come si potrebbe pensare

Nel primo rapporto anticorruzione nella storia della Commissione Europea l’Italia è rappresentata nella luce tutt’altro che migliore. Come emerge, ogni anno la corruzione italiana viene a costare alla Tesoreria statale 60 miliardi di Euro, costituendo in tal modo esattamente la metà del danno (120 miliardi di Euro) che questo fenomeno in rapida espansione sta arrecando al bilancio dell

Il Presidente della sezione italiana di Transparency International Virginio Carnevali nella sua intervista a «La Voce della Russia» ha commentato le conclusioni cui sono giunti gli autori dello studio che ha già fatto molto chiasso.

Signor Carnevali, Lei personalmente è d’accordo con le conclusioni che il Commissario Europeo per gli affari interni Cecilia Malmstrom ha fatto nei confronti dell’Italia? La situazione veramente risulta così drammatica come è descritta nel suo rapporto?

I contributori in Euro sono assai preoccupati per l’’interconnessione troppo stretta che si è stabilita tra i politici e gli elementi criminali italiani. I mass-media locali faticano a trovare tempo per commentare tutte le vicende scandalose in cui risultano implicati funzionari di vario livello. Per esempio, al momento più di 500 consiglieri regionali sono sotto processo, il 97 % ne rappresentano il sud italiano largamente interessato dalla corruzione, e il 92 %, al contrario, provengono dall’Alta Lombardia, che ancora alcuni anni fa era riuscita ad evitare per miracolo questo male.

Come Lei ha perfettamente osservato, secondo Malmstrem la Legge anticorruzione, varata in Italia nel 2012, rappresenta un provvedimento positivo ma non sufficiente. Quali ulteriori passi deve fare l’Italia per migliorare la situazione, se non debellare la corruzione?

Se dovessimo dare credito a questo rapporto, il 97 % degli italiani considerano la corruzione una parte diffusa ed inalienabile della loro vita. Anzi, molti abitanti degli Appennini riconoscono apertamente che diversi problemi impellenti possono essere risolti solo attraverso tangenti di denaro. A Suo avviso, ne consegue che la corruzione si è radicata nella mente degli italiani in misura così forte che si è fatta una parte della cultura nazionale italiana?