15 gennaio 2021
Aggiornato 21:00
La crisi europea

Decide tutto Draghi

Dal Presidente della BCE un messaggio ai mercati: pronti a far scattare altre misure, se quanto già fatto non dovesse bastare a scongiurare i rischi da inflazione troppo bassa. Uno ai governi: la politica monetaria da sola non basta a far svoltare Eurolandia, tutti devono fare la loro parte. E un messaggio anche agli euroscettici: l'euro è per sempre.

HELSINKI - Un messaggio ai mercati: la Bce resta pronta a far scattare altre misure, se quanto già fatto non dovesse bastare a scongiurare i rischi da inflazione troppo bassa. Uno ai governi: la politica monetaria da sola non basta a far svoltare Eurolandia, tutti devono fare la loro parte. E un messaggio anche agli euroscettici: l'euro è per sempre. La moneta unica «è e deve essere irreversibile in tutti gli Stati membri, altrimenti non può essere una vera moneta unica».
E' un Mario Draghi a tutto campo quello che si è visto nella visita a Helsinki, la capitale di uno di quei paesi nordici che, capeggiati dalla Germania, sostengono l'intransigenza sulla politica monetaria e sulla gestione dei conti pubblici. Tuttavia il presidente della BCE non ha mancato di ribadire che se dovesse rendersi necessario, l'istituzione è pronta ad assumere una linea ancora più morbida con altre misure espansive straordinarie.

RIPRESA MINATA - La crescita economica ha subito una «perdita di slancio» e le prospettive di ripresa restano «circondate da diversi rischi». La ripresa risulterà «minata dall'elevata disoccupazione, dalla consistenza della capacità produttiva inutilizzata e dagli aggiustamenti di bilancio necessari». Il tutto si fa sentire anche su un quadro di inflazione che secondo la Bce resta troppo bassa. Nell'area euro è allo 0,4 per cento laddove la si vorrebbe vicina al 2 per cento, per evitare una deriva che finisca per sfociare nell'insidiosa deflazione.
Per questo negli ultimi mesi l'istituzione ha deciso diverse misure espansive. Ci sono alcuni primi segnali di effetti positivi, ha notato Draghi, che tuttavia richiederanno altro tempo per manifestarsi pienamente. Se le misure prese non dovessero rivelarsi sufficienti il Consiglio direttivo resta unanime nella sua determinazione a fare altro.

SERVONO ISTITUZIONI COMUNI - Nel suo primo intervento, al Parlamento finlandese, il numero uno dell'Eurotower ha però lanciato un appello: l'Eurozona deve compiere un salto di qualità e passare da regole comuni a istituzioni comuni. Serve una maggiore condivisione delle politiche economiche con l'obiettivo di ritrovare crescita. «Dobbiamo esplorare varie opzioni».
L'opzione che però secondo Draghi non va minimamente considerata è l'idea di abbandonare la valuta unica, che pure annovera sostenitori tra le formazioni euroscettiche o eurocritiche, come in Italia dove il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo vuole tenere un referendum sull'euro. «L'euro è e deve essere irreversibile in tutti i suoi Stati membri», ha affermato in un altro evento, stavolta all'Università di Helsinki. E «non solo perché lo dicono i trattati europei, ma perché senza non può esserci una vera moneta unica».
«Deve essere chiaro che il successo dell'Unione monetaria dipende dal suo successo ovunque. Tutti i paesi devono trarre permanentemente beneficio dalla partecipazione all'Unione. E questo significa che i requisiti necessari non vanno raggiunti solo al momento dell'adesione, o solo una volta. Devono essere costantemente rispettati. Devono essere un aspetto irrevocabile dell'adesione». Per questo motivo «gli accordi istituzionali che garantiscono il rispetto di questi requisiti devono avere una natura vincolante, in una forma permanente», ha concluso Draghi.