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Sharapova torna sui campi da tennis

La prima partita dopo lo stop con Roberta Vinci a Stoccarda. Per partecipare invece al prestigioso torneo Roland Garros, primo grande slam della stagione, la tennista russa dovrà aspettare la decisione della federazione francese, il 15 maggio.

Pennetta chiude la carriera ottava

Rientrata tra le top ten (dopo 5 anni) all'indomani del trionfo agli Us Open, chiude di fatto la sua carriera tennistica occupando l'ottava poltrona mondiale. Alle sue spalle ci sono Roberta Vinci (n. 15), Sara Errani (n. 20), Camila Giorgi (n. 35) e Karin Knapp (n. 51).

Pennetta numero 8 al mondo

La classifica guidata sempre da Serena Williams. Alle sue spalle fa due passi avanti Roberta Vinci (n. 15) mentre sono stabili sia Sara Errani (n. 18) che Camila Giorgi (n. 34). Perde una posizione Karin Knapp (n. 51), ultima azzurra tra le top cento, ferma per l'operazione a ginocchio.

Camila Giorgi avanza al secondo turno

Dopo Sara Errani, anche Camila Giorgi si è qualificata al secondo turno del torneo di Wimbledon, terzo Slam della stagione. La 23enne marchigiana ha battuto con il punteggio di 76 (4) 63 in un'ora e 48 minuti sula brasiliana Teliana Pereira (numero 77 Wta).

Roberta Vinci al terzo turno a Madrid

La 32enne tarantina, numero 46 Wta, ha sconfitto per 64 75, in due ore e quattro minuti di partita la francese Alize Cornet, numero 27 Wta, che domenica aveva eliminato in due set la rumena Simona Halep, seconda favorita del seeding e finalista a Madrid dodici mesi fa.

Stabili Errani e Pennetta

Un passo indietro, invece, per Camila Giorgi (n. 33) e Roberta Vinci (n. 39), mentre guadagnano due posti sia Karin Knapp (n. 55) che Francesca Schiavone (n. 70) che chiude il gruppo delle top 100 italiane. Nella top ten mondiale Serena Williams sempre in testa.

Malagò: «Lo sport non è solo il calcio»

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, prima di intervenire al convegno su «L'impatto economico dello sport» alla Camera dei Deputati, ha spiegato così il momento dello sport italiano dopo l'eliminazione della Nazionale di calcio dai Mondiali. «C'è la volontà di aggredire i problemi, ma non è molto giusto identificare il calcio con lo sport».

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