13 novembre 2018
Aggiornato 23:30

Us Open eliminata Roberta Vinci: «Il tennis non è più una priorità»

L'azzurra, finalista qui nel 2015, eliminata al primo turno dalla Stephen, commenta delusa: «Ormai non ci sono più partite facili». Fuori anche la Giorgi. Oggi la Schiavone.
Roberta Vinci eliminata al primo turno degli US Open 2017
Roberta Vinci eliminata al primo turno degli US Open 2017 (ANSA)

NEW YORK - Nulla da fare per Roberta Vinci e Camila Giorgi nel primo turno degli US Open, quarto ed ultimo Slam della stagione che si disputa sul cemento di Flushing Meadows a New York. Martedì debutta la terza azzurra in tabellone, Francesca Schiavone. La 34enne pugliese, 47esima nel ranking mondiale, finalista nel 2015 è stata sconfitta per 75 61, in un'ora e 21 minuti di gioco, dalla statunitense Sloane Stephens, attualmente numero 83 Wta dopo le due semifinali consecutive raggiunte a Toronto e Cincinnati e il lungo stop con conseguente operazione per l'infortunio al piede (era numero undici).

ESORDIO AMARO PER LA GIORGI - La 25enne di Macerata, numero 69 del ranking mondiale, che agli US Open vanta un quarto turno (ottavi) nel 2013, ha ceduto per 63 64, in un'ora e 18 minuti di gioco, alla slovacca Magdalena Rybarikova, numero 32 della classifica Wta e 31esima testa di serie. Oggi tocca alla Schiavone. La 37enne milanese, numero 77 della classifica mondiale, se la vedrà con l'estone Kaia Kanepi, attualmente numero 418 Wta e proveniente dalle qualificazioni.

SORTEGGIO POCO FORTUNATO - «L'ultima volta agli US Open? Non lo so...». Sono le prime parole di Roberta Vinci dopo la sconfitta al primo turno (75 61) contro Sloane Stephens, americana rampante reduce da due semifinali consecutive a Toronto e Cincinnati. «Nel primo set abbiamo giocato entrambe bene e penso di aver avuto più occasioni di lei, ma non le ho sfruttate come dovevo. Poi nel secondo lei si è sciolta e io ho accusato il colpo. Quel primo set ha inciso tanto, l'avessi vinto chissà...». Un sorteggio poco fortunato: «Certo non ho fatto i salti di gioia, sapevo di affrontare un'avversaria tosta, in crescita e in ottime condizioni di forma., mentre io nella trasferta americana ho vinto poco. Però non ero testa di serie quindi poteva capitare».

IL FURTO DEI TROFEI - Roberta è poi tornata sul gesto di grande sensibilità gli organizzatori che le hanno riconsegnato il piatto d'argento per la finale nell'edizione 2015 vinta dalla Pennetta nella storica sfida tutta tricolore. Quello originale, insieme agli altri trofei, le era stato rubato lo scorso 4 agosto dai ladri che erano entrati nella sua casa di Taranto. «Mio padre quando mi ha telefonato per dirmi del furto era distrutto, anche se io cercavi di rincuorarlo dicendogli che in fondo sono solo coppe... Qui mi hanno fatto davvero una bella sorpresa. Ho parlato con la WTA e cercheranno se possibile di restituirmi le copie di altri trofei».

CARRIERA AGLI SGOCCIOLI - Infine ancora sul futuro: «Perderò i punti dei quarti dello scorso anno. Ci penso ma non è fondamentale e poi giocare qui a New York è sempre bellissimo, ho tanto ricordi indelebili. Ho 34 anni, sono agli sgoccioli della carriera e ora voglio godermi questi tornei dopo tanti sacrifici. La cosa più importante è stare bene fisicamente, ma è chiaro che il tennis non è più la mia priorità. Si cresce e cambiano le prospettive, ma al futuro ancora non ho pensato».