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Raiola, nuovo attacco al Milan: ormai è guerra aperta

Ancora una frecciatina velenosa del procuratore italo-olandese nei confronti del club di via Aldo Rossi: «Nulla di personale contro Fassone e Mirabelli, ma non mi fido del loro progetto». Un atteggiamento che rischia di compromettere definitivamente i rapporti tra l’agente (e i calciatori rossoneri della sua scuderia, Donnarumma, Bonaventura e Abate) e il Milan.

Mino Raiola, procuratore di Donnarumma, Bonaventura e Abate
Mino Raiola, procuratore di Donnarumma, Bonaventura e Abate (ANSA)

MILANO - Tutto cominciò con quel «I cinesi dell’Inter li conosciamo, quelli del Milan stanno facendo solo figure di m…». Era il 18 marzo 2017, un mese prima del tanto agognato closing e Mino Raiola già affilava le armi per iniziare a combattere la sua battaglia personale contro la nuova proprietà rossonera, ormai prima del suo vecchio amico Adriano Galliani.
Da quel momento è stato un continuo litigio, culminato con la vicenda del rinnovo contrattuale di Gianluigi Donnarumma. Una telenovela durata settimane, con stilettate, stoccate, frecciate da una parte all’altra, e in mezzo il povero Gigio, stritolato in un frullatore mediatico che alla fine l’ha portato a toppare completamente l’Europeo Under 21 e guadagnarsi le battute di scherno dai tifosi di tutta Italia.

La vittoria di Gigio
Alla fine però l’ha spuntata proprio il portierone di Castellammare di Stabia, affiancato dalla sua solida famiglia, e la decisione finale di accettare il sontuoso rinnovo di contratto offerto dal Milan ha fatto letteralmente imbestialire il procuratore italo-olandese che avrebbe fatto carte false pur di portarlo altrove. 
Scornato e con le pive nel sacco, al povero Mino Raiola non è rimasto che continuare ad attaccare pesantemente la società, come accaduto proprio nella serata di ieri, dopo la disfatta in cui è incappata la squadra di Montella al cospetto della Lazio di Simone Inzaghi.

Non mi fido del Milan
Intervistato dalla Domenica Sportiva, l’agente di fior di campioni del calibro di Ibrahimovic, Pogba, Verratti, Insigne, non ha perso l’occasione di mandarne a dire altre quattro alla dirigenza del Milan: «Personalmente non ho nulla contro Fassone e Mirabelli, ma il problema è che io non credo nel loro progetto».
Una scudisciata vibrante alla nuova proprietà di via Aldo Rossi che non ha risparmiato, evidentemente, neppure i suoi tanti assistiti di stanza a Milanello: lo stesso Donnarumma, ma anche Jack Bonaventura e Ignazio Abate, involontariamente coinvolti in una vicenda nella quale loro non c’entrano nulla.

Rapporti a rischio
Probabile che le parole velenose di Raiola contenessero anche una risposta trasversale alle ultime dichiarazioni rilasciate da Massimiliano Mirabelli di appena un paio di giorni fa («Dopo aver sentito Raiola dire "con Mirabelli non voglio parlare", da gigante del calcio mercato è diventato un uomo piccolo nei miei confronti»), ma resta il fatto che a questo punto sarà il caso di fare un punto della situazione sul futuro dei vari calciatori rossoneri della scuderia Raiola. O il potentissimo e ingombrante agente deciderà di abbassare i toni ed usare un atteggiamento più accomodante nei confronti del nuovo Milan cinese, oppure inevitabilmente si andrà allo scontro, questa volta definitivo. Ed è un peccato che a rimetterci debbano essere Donnarumma, Bonaventura e Abate, oltre naturalmente alla tifoseria milanista innamorata dei loro tre campioni.