20 ottobre 2019
Aggiornato 02:30

Milan: Jack e Gigio, uniti dallo stesso destino

Legati dallo stesso procuratore, Mino Raiola, e da una situazione contrattuale ed economica che non tiene in debita considerazione il valore dei due campioni rossoneri, Bonaventura e Donnarumma rappresentano il primo vero rebus da risolvere per la nuova dirigenza del Milan cinese.

MILANO - A prima vista non è che siano poi tante le analogie tra Giacomo Bonaventura e Gianluigi Donnarumma. Dieci anni di differenza (Jack 1989, Gigio 1999); uno attaccante, l’altro portiere; uno marchigiano, l’altro campano; uno timido e riservato, l’altro sempre sorridente e caciarone; uno di altezza media, l’altro un gigante; uno con la maglia a strisce verticali, l’altro a tinta unita. 

Quanti punti in comune
Poi però finiscono le differenze e iniziano i punti in comune, tanti punti in comune. A partire dalla militanza nello stesso club, il Milan, che hanno risollevato dopo un triennio abbondante di umiliazioni e frustrazioni a raffica con una sfilza di prestazione da applausi, ora dell’uno, ora dell’altro, ora di tutti e due insieme.
Ad accomunare i due anche la maglia azzurra della nazionale, inseguita vanamente da Bonaventura fino a quando il ct è stato Antonio Conte, e ora conquistata in perfetta sintonia con l’esplosione internazionale di Donnarumma, eletto senza mezze misure come l’erede naturale del monumento Buffon. 

L’enigma Raiola
Fin qui tutte cose belle, almeno dal punto di vista del tifoso del Milan, ma è ovvio che la questione legata ai due campioni rossoneri può essere tranquillamente catalogata alla voce «patata bollente». La ragione è semplice e ha un nome e un cognome: Mino Raiola. L’ex pizzaiolo italo-olandese è il procuratore di entrambi i calciatori in questione, legati anche da un’altra curiosa affinità, lo stipendio basso - ma davvero basso - in relazione al valore tecnico dei protagonisti in questione. 

Jack, stipendio inadeguato
Bonaventura ha firmato un contratto con il Milan da un milioncino netto a stagione fino al 2019, un’inezia rispetto a quanto guadagnano tanti suoi colleghi decisamente meno brillanti, da Montolivo a Luiz Adriano, passando per Honda, Abate, Bertolacci, Zapata, Poli e perfino i neo arrivati Sosa e Mati Fernandez, tutti più ricchi del Jack rossonero.
Ancor più curiosa la questione legata a Gianluigi Donnarumma, gratificato da uno stipendio di 160 milioni di euro l’anno, nulla rispetto ai 50 milioni di valutazione su cui si aggira il suo cartellino al momento.

Gigio e la maggiore età
Ora, mentre la situazione del baby portiere di Castellammare di Stabia è comprensibile perchè fino al 25 febbraio 2017 Gigio non potrà firmare il tanto atteso quinquennale a cifre decisamente più in linea con il valore del ragazzo (si parla di circa 3 milioni netti l’anno a salire), non si riesce a capire come mai Bonaventura, uno dei giocatori più talentuosi della rosa rossonera, possa guadagnare così poco rispetto ai suoi colleghi.
Evidente quindi il primo vero ostico impegno per Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, i nuovi dirigenti del Milan: sedersi attorno a un tavolo con il principe dei mega-trasferimenti, l’ineffabile Mino Raiola, e convincerlo a legare i suoi assistiti al club di via Aldo Rossi almeno per i prossimi 5 anni.
Ci riusciranno? Il futuro dei successi e dei trionfi rossoneri solo da questo.