31 maggio 2020
Aggiornato 19:30
Non solo piloti: c'è anche il mercato degli ingegneri

La Ferrari punta al colpaccio: strappare l'uomo chiave alla Mercedes

Tornano in auge le voci secondo cui il presidente Sergio Marchionne starebbe corteggiando il direttore tecnico delle Frecce d'argento, Paddy Lowe, ancora senza contratto per il 2017. Vettel: «Dobbiamo ragionarci sopra»

La SF16-H di Kimi Raikkonen
La SF16-H di Kimi Raikkonen Ferrari

SINGAPORE – Va bene la democrazia tecnica, la struttura orizzontale, l'assenza di un leader assoluto, la volontà di far crescere i giovani ingegneri più promettenti. Vanno bene, insomma, tutte le parole d'ordine attorno alle quali il presidente della Ferrari Sergio Marchionne e il team principal Maurizio Arrivabene hanno promesso di rifondare il reparto ingegneristico di Maranello dopo il divorzio dall'ex direttore tecnico James Allison. Ma in Formula 1, lo si sa da sempre, se si vuole fare un vero salto di qualità serve il genio, quella mente fuori dal comune capace di partorire soluzioni innovative in grado di dare un grande vantaggio alla propria monoposto. Fu così per la stessa Ferrari nei primi anni 2000 con Ross Brawn, lo è stato per la Red Bull negli anni '10 con Adrian Newey e lo è oggi per la Mercedes con il suo dt Paddy Lowe. Dunque, nonostante le dichiarazioni di facciata, Marchionne e Arrivabene continuano sottobanco la loro ricerca di un super-ingegnere da portare alla Rossa. E perché non proprio il guru del principale concorrente, Paddy Lowe appunto?

Il direttore tecnico Mercedes Paddy Lowe con il team principal Toto Wolff
Il direttore tecnico Mercedes Paddy Lowe con il team principal Toto Wolff (Mercedes)

Svincolato per il 2017
Che ci siano stati dei contatti tra Lowe e la Ferrari la prima a rivelarlo fu La Stampa, nell'ormai lontano luglio. Solo indiscrezioni, all'epoca. Ma oggi sono diventate qualcosa di più, se è vero che perfino il primo pilota della Scuderia, Sebastian Vettel, non si affanna più a smentirle: «Se persone di alta qualità come Paddy Lowe sono disponibili, dobbiamo farci un ragionamento sopra – ha risposto ad una precisa domanda il quattro volte iridato durante la conferenza stampa pre-GP di Singapore – Ma, per quanto ne so io, lui non lo è». Invece sbagli, caro Seb, o più probabilmente fai finta di non sapere. Secondo la testata tedesca Motorsport Total, infatti, il direttore tecnico non avrebbe ancora siglato un rinnovo del suo contratto con la Mercedes, che scade alla fine di questa stagione dopo quasi cinque anni di felice matrimonio. Tanto che perfino il team principal Toto Wolff ha preferito girarci intorno: «Non voglio parlare dei singoli contratti – ha risposto al sito ufficiale della Formula 1 – Se qualcuno vuole cambiare squadra, lo farà, quando gli viene messa sul tavolo l'offerta giusta. Non lo posso impedire. Posso solo cercare di creare l'ambiente giusto in modo che non gli venga neanche in mente di farlo, e di vincolare i miei uomini con contratti a lungo termine».

Giampaolo Dallara
Giampaolo Dallara (Dallara)

Per l'aerodinamica si guarda a Parma
Oltre a Paddy Lowe, c'è un altro nome che circola nella mente dei vertici Ferrari: quello di Gian Paolo Dallara. Ovvero, il 79enne fondatore e presidente dell'omonima azienda parmense che produce vetture per tantissime categorie (dalla Formula 3 alla Formula E, dalla americana IndyCar alla GP2 e alla GP3). Ma anche per la Formula 1: la monoposto portata in pista quest'anno dalla Haas, infatti, è stata studiata e realizzata proprio dagli uomini di Dallara. Ed essendo la Haas legata a filo doppio a Maranello, con cui condivide motore, cambio, molti uomini e perfino i piloti titolari (che sono collaudatori per la Rossa), il sodalizio è servito. Sarà l'ingegnere italiano, uno specialista dell'aerodinamica, ad aiutare il Cavallino rampante a superare i problemi al telaio recentemente emersi? «No, non c'è stato alcun contatto per la vettura 2017, non siamo in grado di lavorare al livello della Ferrari», ha smentito Dallara a Motorsport. Eppure quest'estate Marchionne in persona si è recato in visita all'azienda parmense. «Collaboriamo su molti progetti – ha confermato Arrivabene a Repubblica – Stiamo pensando di rilanciare la motorvalley emiliana per poter rispondere alla sfida lanciata dalla quella inglese dell’Oxfordshire, dove in pochi chilometri ci sono le fabbriche di Mercedes, Red Bull, McLaren, Williams, Renault, Force India e Manor. Noi in Italia abbiamo una situazione industriale molto simile tra Maranello (Ferrari), Borgo Panigale (Ducati), Varano de Melegari (Dallara) e molte altre aziende. Insieme stiamo cercando di sviluppare il bacino di addetti e la circolazione di idee». Forse, anche di quelle idee che servono a rilanciare la Scuderia.

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