27 giugno 2019
Aggiornato 10:00
Come si presenta il Cavallino rampante al via del quarto Gran Premio

Ferrari verso la Russia con uno svantaggio tecnico e un vantaggio umano

A Sochi farà più freddo: sulla carta, un punto a sfavore della Rossa per quanto riguarda la gestione delle gomme. Ma queste previsioni non spaventano un Sebastian Vettel ritrovato, che secondo molti è la vera arma in più della Scuderia

ROMA – Melbourne e Sakhir: le due piste dove la Ferrari ha vinto, finora, garantivano alla SF70H una congiuntura favorevole. Temperature più alte e un asfalto più abrasivo, che si traducevano in una maggior usura delle gomme: l'ideale per mettere in crisi la Mercedes ed esaltare le doti della Rossa, che invece con i nuovi pneumatici Pirelli si è finora rivelata molto più gentile. Questo weekend, invece, si correrà in Russia, un circuito che sulla carta dovrebbe presentare condizioni molto diverse: «Sochi è una pista più liscia e meno abrasiva per le gomme, che quindi possono durate anche per parecchi chilometri – spiega Lewis Hamilton – Speriamo di poterci affidare al passo della nostra macchina piuttosto che allo sfruttamento degli pneumatici». Lo sguardo che Sebastian Vettel getta alla colonnina di mercurio, tuttavia, non sembra particolarmente preoccupato: «Non penso che le temperature più basse che in Bahrein ci daranno problemi a Sochi – mette in chiaro il ferrarista – Penso che le gestiremo bene. Anche in Cina faceva più freddo ed eravamo comunque competitivi. Non so ancora come siano le previsioni meteo, ma di solito sono variabili: lo scopriremo quando ci arriveremo. Il nostro obiettivo è di continuare a mettere pressione ai nostri avversari, in primis Lewis Hamilton. Fino ad ora, abbiamo adottato le tattiche perfette, ma dobbiamo restare totalmente concentrati sul nostro lavoro». Infatti, con il caldo o con il freddo, così come le Frecce d'argento dovrebbero conservare ancora per qualche tempo il loro vantaggio sul giro secco, altrettanto si può dire per il margine che il Cavallino rampante ha messo in mostra sul passo gara: «Da noi è squillato l'allarme – confessa il presidente dei tedeschi, Niki Lauda – Quelli che vincono in Bahrein, di solito hanno un certo vantaggio anche nelle successive tre gare».

Questo è il vero Vettel
Oltre alla tecnica, però, c'è un altro elemento che può rassicurare la Ferrari alla vigilia del quarto atto del Mondiale 2017: quello umano. La vera arma in più per la Scuderia si chiama infatti proprio Sebastian Vettel: un campione letteralmente ritrovato, ora che sente il profumo del possibile quinto titolo mondiale. «Il fattore Vettel può decidere il campionato del mondo quest'anno – è convinto Gerhard Berger, anche lui ex ferrarista nonché primo boss di Seb in F1 – Avrei perso ogni scommessa pre-campionato, perché dubitavo che la Ferrari battesse davvero la Mercedes». Dello stesso parere è l'altro ex capo del pilota tedesco alla Red Bull, Helmut Marko: «Sebastian è tutt'uno con la sua macchina. È costantemente al limite, non commette il minimo errore e sa sempre ciò che fa. Per lui è puro piacere di guida. Un Vettel così è molto duro da batere, specialmente se la Mercedes continua a sbagliare». Un'altra bandiera della Ferrari come Jean Alesi sintetizza così il segreto di Maranello: «Il loro vantaggio è chiaro: hanno più fame. La Mercedes, in un certo senso, è sazia, improvvisamente si è resa conto che vincere non è così facile e sta commettendo tanti errori strategici». E la Rossa ringrazia...