8 marzo 2021
Aggiornato 07:30
Calcio - Serie A

Milan: Montella striglia i suoi, ma il tecnico ha grosse colpe

Il day after di Milan-Udinese è caratterizzato dalla strigliata che l’allenatore rossonero ha riservato ai suoi ragazzi. Ma il primo a dover rispondere dei tanti errori è proprio Vincenzo Montella: dalla scelta della formazione titolare alla gestione dei cambi. Urge un giro di vite immediato a tutti i livelli.

MILANO - «Chi è senza peccato scagli la prima pietra», sono le famose parole attribuite a Gesù a coloro che avevano condotto da lui un’adultera con l’intento di lapidarla. Nessun proposito di blasfemia, ma leggendo le presunte dichiarazioni riportate dai giornali con le quali Vincenzo Montella avrebbe attaccato al muro i suoi giocatori nello spogliatoio di Milanello all’indomani della dolorosa sconfitta interna contro l’Udinese («Non avete le palle. È arrivato il momento che ciascuno di voi si assuma le proprie responsabilità») il riferimento è stato immediato.

Le colpe della squadra…

Perché è vero che il Milan ha offerto una prestazione ai limiti dell’indecenza e che i calciatori rossoneri, quasi tutti, si sono distinti per timidezza, indolenza, codardia, mancanza di voglia e di convinzione, ma è altrettanto vero che l’allenatore ci ha messo del suo con una serie di errori da matita blu capaci di condizionare inevitabilmente l’andamento della partita.

…e quelle del tecnico

Comprensibile che Montella, nel day after dopo la sconfitta, abbia sgridato i suoi giocatori richiamandoli all’ordine con parole dure: «Voglio vedere più anima in campo. Che si vinca o che si perda sembra che non vi interessi. Perciò d’ora in poi i nomi non giocano più: chi merita va in campo. Ma lo deve dimostrare nel lavoro della settimana».

Ma adesso servirebbe qualcuno che facesse una bella lavata di capo al tecnico rossonero per quanto visto domenica pomeriggio a San Siro.

Formazione sbagliata

Partiamo dalla scelta della formazione titolare. Discutibile la volontà di insistere su Abate e soprattutto su capitan Montolivo, in assoluto i più criticati dopo la disfatta contro l’Udinese, già in evidente crisi di condizione da un paio di settimane (il centrocampista forse da diversi mesi). Per non parlare della decisione di schierare su Bonaventura nei tre d’attacco. D’accordo, c’era da sostituire Niang squalificato, l’unico vero insostituibile del nuovo Milan, ma avanzare Jack nella linea offensiva ha prodotto una serie di reazioni a catena, tutte decisamente negative.

Squadra spaccata

Innanzitutto, vista la tendenza di Bonaventura ad arretrare e costruire gioco, si è creata una frequente sovrapposizione di ruoli tra Sosa e Bonaventura, con i due che spesso si pestavano i piedi. La conseguenza è che il neo acquisto proveniente dal Besiktas, peraltro il più pericoloso dei rossoneri con quella traversa colpita nel primo tempo, ha faticato a trovare la posizione in campo. Ma la tendenza ad arretrare di Jack ha avuto ripercussioni anche sulle ripartenze rossonere: quando c’è Niang (o qualcuno al suo posto), Bonaventura riparte palla al piede e trova qualcuno davanti a lui su cui appoggiare il gioco. Contro l’Udinese invece spesso e volentieri abbiamo visto il numero 5 del Milan rubare palla e ritrovarsi con una prateria davanti nella metà campo avversaria, ma nella solitudine più assoluta, perché Bacca era isolato lì davanti, Suso dall’altra parte del campo e nessuno dei centrocampisti a supportare la ripartenza.

Cambi incomprensibili

I mugugni maggiori però Montella li ha meritati per la censurabile gestione dei cambi. I tifosi rossoneri erano abituati a criticare Mihajlovic per le sue sostituzioni in notevole ritardo rispetto alle esigenze della partita. Ebbene, l’ex tecnico di Fiorentina e Sampdoria ha fatto ancora peggio del suo predecessore, buttando nella mischia Gianluca Lapadula, invocato a gran voce dal pubblico già all’inizio della ripresa, solo al 41’ del secondo tempo, a giochi virtualmente conclusi. Per non parlare della scellerata decisione di mandare in campo un Keisuke Honda ormai bollito, anziché tentare la carta Pasalic che avrebbe potuto garantire magari un pizzico di freschezza ed imprevedibilità.

La verità è che al Milan tutti dovrebbero salire sul banco degli imputati, dalla dirigenza a Montella, per finire ai calciatori. L’augurio è che con l’avvento dei cinesi questo deprecabile andazzo finisca in fretta.