22 febbraio 2020
Aggiornato 17:30
Calcio - Serie A

Milan, Berlusconi e il sogno Guardiola

Dopo appena 7 giornate e 4 sconfitte subite dal Milan, ecco le prime frecciatine da parte del presidente Berlusconi nei confronti del tecnico Mihajlovic: «Serve la tattica». La verità è che il sogno del numero uno rossonero ha solo un nome e un cognome, Pep Guardiola, ma portarlo al Milan per ora resta un sogno.

MILANO - Era inevitabile che accadesse prima o poi. Troppe 4 sconfitte in 7 partite della «sua creatura» per non scatenare l’istinto irrefrenabile del cavalier Berlusconi di tirare pubblicamente le orecchie all’allenatore di turno. In principio toccò a Tabarez e Zaccheroni, poi perfino al tecnico pluritrionfatore di Champions League Carlo Ancelotti, colpevole di aver perso indegnamente un derby per non aver fatto il corretto possesso palla, e per finire al vituperato Allegri e Pippo Inzaghi, mai entrati nelle grazie del presidente onorario per non essere stati scelti espressamente da lui.
Ora è la volta di Sinisa Mihajlovic, anche lui messo sulla panchina del Milan da Adriano Galliani, e per questo in chiaro deficit di gradimento da parte dell’ex premier.

Tabarez e Terim meglio di Sinisa
A complicare le cose per il tecnico serbo è arrivato questo inizio stagione che definire fallimentare è un eufemismo. In passato altri allenatori stranieri, il già citato Tabarez e l’imperatore Terim, subirono l’onta del licenziamento per molto meno, dopo aver conquistato entrambi un bottino di punti molto più ricco rispetto a Mihajlovic: 4 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte in 11 giornate di campionato per l’uruguaiano, 4 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte in 9 turni per il ct della nazionale turca.
Il confronto con le 3 vittorie e 4 sconfitte rimediate finora da Mihajlovic è davvero inclemente.

Esame decisivo contro il Torino
Resta il fatto che alla vigilia del match decisivo contro i granata di Ventura, in programma sabato sera all’Olimpico di Torino, Sinisa Mihajlovic è ancora al suo posto, seppur non così saldo come in tanti ancora vogliono credere. E la testimonianza arriva dalle prime indiscrezioni filtrate da uno dei consueti appuntamenti politici di Silvio Berlusconi, da sempre momento clou per le esternazioni di carattere calcistico del presidente onorario rossonero e normalmente evitate davanti ai taccuini dei cronisti.
Peccato che poi, in un modo o nell’altro, certe uscite - non sempre felici - vengano puntualmente riportate, creando un sottile velo di imbarazzo nei rapporti con i destinatari delle critiche.

Berlusconi già insofferente
A margine di una cena con i coordinatori regionali di Forza Italia, tenuta a Palazzo Grazioli nella serata di mercoledì, Silvio Berlusconi si sarebbe lasciato andare ad analisi calcistiche con i suoi colleghi di partito, manifestando - come al solito senza alcun riserbo - tutto il suo malcontento e la sua insofferenza crescente per l’andamento lento rossonero: «Mihajlovic è un ottimo preparatore, sa parlare e tenere i rapporti con i giocatori, ma al Milan adesso serve un po' di tattica».
Boom. Prima bomba scagliata sul tecnico serbo dopo appena sette giornate di campionato. 

L’esempio Barcellona e Bayern Monaco
E non è mica finita qui, perché sempre secondo quanto riportano le cronache, nelle ultime settimane Berlusconi avrebbe mostrato all’intera squadra del Milan, allenatore, staff tecnico e calciatori, un paio di video di Barcellona e Bayern Monaco, da prendere esempio a futura memoria.
Inutile sottolineare che l’artefice principale del metodo di gioco ormai universalmente riconosciuto come tiki-taka, ovvero il possesso palla portato all’estremo, fino alla sfinimento degli avversari costretti sempre a rincorrere la sfera, abbia un nome e un cognome universalmente riconosciuto nel mondo del calcio: Pep Guardiola. 

Il sogno Guardiola
È il tecnico catalano il principale artefice del miracolo Barcellona (gli effetti benefici del suo lavoro si stanno ancora respirando al Nou Camp), e poi capace di trasferire la sua idea di calcio perfino nella muscolare e vigorosa Bundesliga, adesso dominata da un Bayern Monaco schiacciasassi.
Silvio Berlusconi ne è perfettamente consapevole, così come è assolutamente conscio del fatto che se davvero l’obiettivo finale è vedere i rossoneri dominare in Italia e in Europa giocando il tiki-taka e facendo possesso palla, non bastano surrogati. Serve l’originale, l’uomo che ha dato vita a questo fenomeno. 

Serve portare Guardiola al Milan. Per ora solo un sogno…più avanti chissà.