14 novembre 2019
Aggiornato 21:00

Milan, Mihajlovic studia il precedente di Juve e Napoli

Partiti con il progetto tecnico di un 4-3-1-2, esattamente come il Milan di Mihajlovic, Allegri e Sarri hanno adattato il modulo di Juventus e Napoli verso un più idoneo 4-3-3. Colpa - o merito - dell’inadeguatezza dei trequartisti in rosa. Più o meno quello a cui dovrebbe iniziare a pensare il tecnico dei rossoneri, vista la pochezza tecnico-tattica di Honda e Suso.

MILANO - Ed oggi si parla di tattica. No, non siete capitati in una pagina dedicata agli allievi del Supercorso di Coverciano, ma la speranza è che la disamina che ci apprestiamo a fare possa rivelarsi utile per il nuovo allenatore del Milan Sinisa Mihajlovic, alle prese con un problema indubbiamente di difficile risoluzione: quello del trequartista.

Abbiamo più volte sottolineato che, dopo anni in cui la squadra rossonera (prima sotto la guida di Allegri, poi anche con Seedorf e Inzaghi) ha privilegiato lo schema con i tre attaccanti, sarebbe servito un deciso intervento sul mercato prima di passare ad un cambio di modulo così radicale.

Obiettivo, naturalmente, mettere a disposizione del nuovo tecnico un uomo capace di giocare tra le linee, garantire quel plus in termini di qualità, fantasia, creatività che ogni trequartista di rispetto deve offrire alla sua squadra.

A Milanello tanti trequartisti adattati

Invece nulla. Adriano Galliani si è orientato verso una quantità industriale di attaccanti, difensori, persino mediani, ma fantasisti zero. Evidentemente si è ritenuto di poter compensare con gli uomini già in rosa con caratteristiche vagamente assimilabili a quelle di un trequartista. Parliamo di Keisuke Honda, lo spagnolo Suso - i primi della lista - e all’occorrenza anche di Jack Bonaventura, il nuovo acquisto Bertolacci o magari il francese Menez.

Il risultato, dopo quattro giornate, due sconfitte in carniere e l’inadeguatezza conclamata dei rossoneri già di stanza a Milanello, è che il dilemma per Mihajlovic è tutt’altro che in via di definizione.

L’esempio di Juve e Napoli

E allora ecco che per il tecnico serbo potrebbero arrivare in soccorso le indicazioni provenienti da altre due big del nostro campionato. La prima è addirittura la Juventus campione d’Italia, guidata dall’ex allenatore rossonero Max Allegri, la seconda è il Napoli, da quest’anno telecomandata da mister Sarri.

Ebbene, entrambe le squadre succitate, dopo aver iniziato la stagione sull’onda del 4-3-1-2, fermamente voluto dai rispettivi tecnici, hanno cambiato in corsa modulo guadagnando d’incanto qualità, efficacia, pericolosità (per gli avversari) e di conseguenza punti.

Allegri «costretto» a cambiare da Cuadrado

Prendiamo il caso dei bianconeri, partiti con una sfilza di risultati negativi in campionato (1 punto nelle prime tre partite). Dopo un mercato all’inseguimento vano di un trequartista di qualità (proviamo a ricapitolare qualche nome in ordine sparso: Oscar, Isco, Draxler, Goetze e almeno altri 150 protagonisti del ruolo), Marotta ha alla fine ripiegato su Cuadrado, attaccante esterno inseguito disperatamente da Conte quando allenava la Juve. Allegri ha provato a riciclare nel ruolo di fantasista dietro le punte Hernanes, Pereira, lo stesso Pogba, ma alla fine ha saggiamente rinunciato ai suoi fieri propositi ripiegando su un più congeniale 4-3-3, con i risultati, prima la vittoria a Manchester contro il City poi a Marassi contro il Genoa, che parlano chiaro.

Per Sarri tanti uomini ideali per il 4-3-3

Situazione analoga anche quella vissuta alle pendici del Vesuvio dove il nuovo tecnico del Napoli Maurizio Sarri ha tentato in ogni modo di far finta di non capire che Callejon, Maertens, Insigne e Gabbiadini sono degli eccellenti attaccanti esterni ideali in un 4-3-3 e molto poco adatti ad un modulo con il trequartista. Anche in questo caso il campo ha parlato chiaro con prestazioni iniziali tutt’altro che lusinghiere e risultati insoddisfacenti. È bastato riportare tutti al proprio ruolo per ricominciare a vincere di «manita», prima al Bruges in Europa League e poi alla malcapitata Lazio in campionato.

Sinisa studia il tridente con Balotelli

Ovvio che al Milan non ci sia una tale abbondanza di attaccanti esterni ma è altrettanto evidente che calciatori quali Cerci, Honda, lo stesso Bonaventura, rendano al meglio da punte esterne, senza contare che con un tridente studiato con i dovuti accorgimenti Mihajlovic potrebbe anche pensare seriamente a schierare Balotelli insieme a Bacca e Luiz Adriano, con l’azzurro e il brasiliano ad agire più larghi e il «pescatore» a far danni nell’area di rigore.

È solo un’idea, ma potrebbe rappresentare un’alternativa preziosa per il tecnico serbo, almeno fino a quando Adriano Galliani non avrà capito che per giocare con il 4-3-1-2 serve un trequartista di ruolo e, visto che a Milanello non ce n’è traccia, sarà il caso di acquistarlo nella prossima finestra di mercato.