17 ottobre 2019
Aggiornato 07:30

Milan: ridimensionamento!

L’acquisto di Kucka, dopo il prestito gratuito di Balotelli, segna un brusco cambio di rotta nelle strategie societarie rossonere. Resta da capire il perché di un così evidente ridimensionamento negli obiettivi del Milan ma la certezza è uno: il popolo milanista non sembra affatto contento della piega presa dagli eventi.

MILANO - La misura del successo o del fallimento di una squadra sul mercato, almeno fino al verdetto definitivo del campo che però arriverà solo a fine stagione, è dato dal raggiungimento o meno dei propri obiettivi. Ebbene, da questo punto di vista il calciomercato del Milan può dirsi assolutamente disastroso. Dei vari obiettivi dichiarati di volta in volta da un colpevolmente trasparente Galliani: Kondogbia, Jackson Martinez, Romagnoli, Ibrahimovic e per finire Witsel, l'unico che alla fine è approdato a Milanello, con evidente sprezzo del pericolo visti i 25 milioni investiti per il suo cartellino, è Alessio Romagnoli.

Romagnoli, unico obiettivo raggiunto da Galliani
Tutti gli altri hanno preso direzioni diverse costringendo l'imbarazzato amministratore delegato rossonero ad approssimativi e non sempre funzionali piani B.
E così è stato acquistato Bertolacci, anche lui pagato forse troppo (20 milioni), in luogo del tanto atteso Kondogbia; è stato preso Bacca al posto del connazionale Jackson Martinez nell'unico cambio che probabilmente non ha danneggiato il Milan; è arrivato Mario Balotelli al posto di Zlatan Ibrahimovic, grazie alla regia nemmeno tanto occulta dell'ormai terzo amministratore delegato rossonero Mino Raiola.

Tanti piani B, Kucka addirittura piano C
Fin qui almeno si è trattato parlato di piani B, perché oggi invece ci troviamo a fare i conti con un drammatico piano C per il centrocampo che ci riporta all’inquietante titolo scelto per questo editoriale: ridimensionamento. Perché dall’obiettivo principale che aveva il profilo riccioluto del belga Axel Witsel si è passati al centrocampista di scorta, Soriano, almeno lui fermamente voluto dal tecnico MIhajlovic per averlo allenato negli ultimi due anni alla Sampdoria, per poi finire al piano C con Juraj Kucka, ruvido centrale slovacco classe ’87. Ma se la mezzala dello Zenit costava troppo (almeno 30), Soriano sembrava ancora abbordabile con la sua clausola rescissoria fissata a 10 milioni. E invece no, anche l’italo tedesco è stato considerato troppo caro e alla fine Galliani ha fatto quello che sa far bene: rivolgersi ai suoi amici (nella fattispecie Preziosi) per mendicare qualcosa: risultato Kucka al Milan, strappato alla concorrenza per la colossale cifra di 3 milioni più bonus.

Tornati all’epoca dei prestiti
Di certo qualcuno definirà questa operazione geniale perché costata poco, come per il caso Balotelli. Evidentemente chi parla in questo modo dimostra di non avere dimestichezza con gli estratti di saggezza popolare, i proverbi, al cui proposito ce n’è uno che fa al caso nostro: «chi più spende meno spende». Al Milan sembrava proprio che l’avessero capito mettendo da parte l’angosciosa strategia dei prestiti e dei parametri 0, rivelatasi fallimentare sotto tutti i punti di vista e tornando a spendere per rinforzare concretamente la squadra.
All’improvviso invece deve essere successo qualcosa che ha riportato bruscamente il Milan laddove l’avevamo lasciato qualche mese fa.

Perché questo ridimensionamento?
Adesso si tratta di capire il perché di questo brusco ridimensionamento e il significato di queste due ultime operazioni. C’è chi racconta di un Berlusconi inferocito dopo la sconfitta a Firenze nella prima giornata di campionato, condita da una prestazione decisamente sconveniente, tanto da chiudere i rubinetti e iniziare a dire no alle richieste del tecnico Mihajlovic; chi invece solleva dubbi sulla concreta fattibilità della cessione di quote alla cordata cino-thailandese guidata da Bee Taechaubol che potrebbe aver indotto il presidente onorario a fare un deciso passo indietro sul mercato. 

La speranza di un altro colpo prima della fine del mercato
Difficile dare al momento una risposta esaustiva. La speranza dei tifosi rossoneri, al momento legittimamente preoccupati, è che Galliani abbia da qui alla chiusura del mercato un altro colpo in canna, un acquisto di nome  e prestigio in linea con le ambizioni manifestate dalla società fino a questo momento. Sarebbe l’unica maniera per riportare serenità in un ambiente che sembra d’incanto aver perso nuovamente tutte le sicurezze accumulate a fatica durante questa lunga estate calda.