24 maggio 2019
Aggiornato 08:30

Milan, l’ultimo mercato di Galliani

È il rischio concreto a cui potrebbe andare incontro l’amministratore delegato rossonero se le strategie di mercato adottate quest'estate dovessero rivelarsi poco produttive a fine stagione. Spesi fin qui quasi 60 milioni di euro senza una consistente crescita tecnico-tattica della squadra e il pericolo è che si possa arrivare a superare i 100 milioni.

MILANO - Ha ragione Adriano Galliani a fare della sottile ironia su Alessio Romagnoli e sul prezzo del suo cartellino, ormai arrivato alle stelle («Offrendo così poco, cosa ci puoi fare…»). Ma con chi può prendersela l’amministratore delegato rossonero, se non con sé stesso e il suo entourage (quindi solo con sé stesso), per una gestione del mercato, almeno a livello di comunicazione, a dir poco censurabile?
Il Milan è alla disperata ricerca di un difensore - e già approcciarsi al mercato con il cartello «emergenza» attaccato al collo è un pessimo modo per dare il via alle contrattazioni - ma se poi non si fa altro che gridare ai quattro venti che l’unico obiettivo rossonero è lui, Alessio Romagnoli da Anzio, logico che dall’altra parte ci qualcuno sia pronto ad approfittarne. Nella fattispecie, quella vecchia volpe di Walter Sabatini che, animato da un’insana cupidigia, non abbasserà la guardia fin quando non avrà ottenuto quanto richiesto, 30 milioni di euro.
E per fortuna che sul colombiano Bacca c’era una clausola rescissoria che ha consentito al Milan di prelevarlo per 30 milioni, perché altrimenti, grazie alla stessa logica dell’»emergenza» (il Milan si era appena visto soffiare Jackson Martinez dall’Atletico Madrid) il Siviglia avrebbe potuto iniziare a tirare la corda, esattamente come sta facendo la Roma adesso.

Possibile che non esista una valida alternativa a Romagnoli?
Tornando al giovane ex-doriano, ci si interroga sulla sua attuale valutazione, un’enormità per un ragazzo dal sicuro talento, ma con alle spalle appena un campionato di serie A da protagonista, in un ruolo nel quale le eccellenze capaci di meritare simili valutazioni, nell’intera storia del calcio, possono contarsi sulle dita di una mano.
La domanda che da qualche giorno rimbalza sui forum dei tifosi milanisti è sempre la stessa: possibile che, pur avendo un ricco budget a disposizione, il Milan non riesca a trovare in tutto il mondo una valida opzione alternativa ad Alessio Romagnoli? Ok, dopo il doppio acquisto - probabilmente affrettato - di Bacca e Luiz Adriano, i rossoneri hanno riempito gli slot per i calciatori extracomunitari, ma riesce difficile pensare che non ci sia un’altra maniera, magari anche più redditizia, di investire quei 25-30 milioni di euro destinati dalla dirigenza del Milan al rafforzamento del reparto difensivo.

Galliani balla da solo
Il problema è da ricercarsi nella discutibile organizzazione della task force di mercato rossonera, al cui vertice c’è l’onnipotente Galliani, ma al di sotto del quale non c’è nessuno. L’anno scorso, alla voce direttore sportivo,  l’organigramma dell’Ac Milan è stato riempito con il nome di Rocco Maiorino, ma sfido chiunque ad averlo visto o sentito partecipare da protagonista ad una sola trattativa di mercato.
Per non parlare poi della rete degli osservatori, dei talent scout, di coloro che - per conto di Galliani e del Milan - dovrebbero scandagliare l’intero mondo del calcio alla ricerca di talenti da portare a Milanello. Niente, lo zero assoluto.
Ecco perché poi gli obiettivi sono sempre gli stessi: oltre a Romagnoli, voluto a tutti i costi dal nuovo tecnico Mihajlovic, troviamo ad esempio Axel Witsel, sul taccuino di Galliani da circa tre anni ed ancora lui primo obiettivo per la mediana rossonera, come se l’unica mezzala di talento al mondo fosse il lungocrinito mulatto belga.

Sogliano: «No al Milan perché non voglio fare il finto ds»
Questa società, capace di dimostrarsi all’avanguardia per anni, in tutti gli ambiti della gestione della squadra, si trova adesso a dover fare i conti con i superpoteri del suo amministratore delegato che continua a non voler lasciare spazio ai suoi potenziali collaboratori. A conferma di quanto stiamo ripetendo da tempo, nei giorni scorsi sono arrivate anche le dichiarazioni significative dell’attuale direttore sportivo del Carpi, Sean Sogliano, contattato da Barbara Berlusconi per passare al Milan, ma poi finito al club neopromosso in serie A: «Al Milan le decisioni le prende solo Adriano Galliani, fin quando sarà così non c’è posto per nessuno. Non ho accettato perché non mi va di far finta di fare il direttore sportivo».

Già spesi quasi 60 milioni
E così oggi il Milan si trova ad aver speso già quasi 60 milioni di euro (Bacca, Bertolacci e Luiz Adriano) senza aver elevato in maniera sensibile il tasso qualitativo della squadra, con il pericolo concreto di arrivare a sfiorare i 100 (nel caso si decidesse di investire la folle cifra di 30 milioni per Romagnoli) per ritrovarsi con una squadra ancora a distanza siderale dalla Juventus campione d’Italia.
Quando non c’erano i soldi, la tolleranza nei confronti di Adriano Galliani e dei suoi giochi di prestigio per mettere in piedi una rosa dignitosa è sempre stata massima. Ma adesso, con un budget così ricco a disposizione, l’ad rossonero ha il dovere di riportare il Milan in vetta al calcio che conta. E se la stagione che sta per iniziare non dovesse andar secondo le legittime aspirazioni della proprietà e dell’inquieta tifoseria, questo potrebbe davvero essere l’ultimo calciomercato in via Aldo Rossi per il vecchio dirigente milanista.