28 febbraio 2020
Aggiornato 05:30
Calciomercato

Milan, il ritorno di Ibrahimovic è più di un sogno

Aria di rinnovamento al Milan. Il possibile ingresso di nuovo soci ha portato nuovo entusiasmo e trattative che sembravano impensabili fino a poche settimane fa tornano a prendere colore e sapore. È il caso del possibile ritorno di Ibra in rossonero.

MILANO - Se nemmeno pochi giorni fa qualcuno avesse provato ad accostare al Milan al nome di Zlatan Ibrahimovic, avrebbe suscitato ilarità, per non dire frizzi, lazzi e sberleffi. Oggi invece a tirare fuori quello che potrebbe essere il colpo di mercato della stagione è addirittura Gianluca Di Marzio, ormai celebrato come il guru del mercato di Sky.
E come se non bastasse, la notizia rimbalza anche sui canali Mediaset, a conferma che qualcosa di autentico si muove nel fitto sottobosco del chiacchiericcio tra Adriano Galliani e Mino Raiola.

IBRA-MILAN, UN ADDIO DOLOROSO PER TUTTI - Tutti ricorderanno in che modo Ibra fu costretto a lasciare il Milan. Malgrado le abbondanti rassicurazioni fornite al suo manager, alla fine della stagione 2011-12 Berlusconi decise di tagliare i ponti con il passato, soprattutto se costoso, e cedere in un colpo solo Zlatan e Thiago Silva al Paris Saint Germain, oltre a liquidare con un corrosivo colpo di spugna quasi tutto il glorioso passato rossonero, mandando a casa Gattuso, Nesta, Inzaghi, Seedorf, Zambrotta, Van Bommel, solo per citarne alcuni.

…E POGBA FINÌ ALLA JUVENTUS - La cosa non fece per nulla piacere allo svedese che a quella maglia rossonera si era ormai affezionato, così come alla vita milanese a cui fu costretto a rinunciare per volare malvolentieri a Parigi.
La leggenda ufficiale narra che per colpa di quella cessione sgradita, Ibra non rivolse più la parola a Galliani per due anni. Indiscrezioni più carbonare e mai confermate rivelano invece che a causa di quell’operazione mal digerita da tutto l’entourage di Zlatan, il suo agente Mino Raiola cambiò destinazione al biglietto aereo di Paul Pogba, facendolo atterrare da Manchester a Torino anziché a Milano, come era previsto in origine.

ALLO STUDIO UN TRIENNALE DA 7 MILIONI L’ANNO - Ormai però questa è storia. La stretta attualità racconta che Ibrahimovic potrebbe essere arrivato al termine della sua avventura parigina e l’ex pizzaiolo più potente del mondo del calcio sarebbe già al lavoro per provare a riannodare i fili del rapporto con il Milan. Perché l’operazione possa andare a buon fine c’è bisogno prima di tutto della disponibilità dello svedese, gravato da un fardello di 14 milioni di euro l’anno di ingaggio, cifra letteralmente fuori mercato non solo per il club rossonero ma per tutto il calcio italiano, di ammorbidire le proprie richieste economiche. E infatti è allo studio un’opzione che prevede che l’ultimo anno di contratto con il Psg possa essere rilevato dal Milan, aumentato di circa 5-6 milioni e spalmato su tre anni, in maniera tale da garantire al centravanti un contratto triennale da 6,5/7 più bonus.

SI ATTENDE L’INGRESSO IN SOCIETÀ DI NUOVI FINANZIATORI - Ovvio che la conditio sine qua non per la realizzazione del trasferimento di Ibra al Milan è l’ingresso in società di nuovi finanziatori in tempi brevi. Che alla fine arrivino dalla Thailandia o dalla Cina poco importa, l’importante è che siano disposti a versare nella casse del club rossonero risorse fresche, necessarie alla ricostruzione di una squadra che con il ritorno di Zlatan potrebbe ritrovare d’un colpo carisma, potenza, classe, capacità realizzative, doti ormai perdute dalle parti di Milanello.