20 febbraio 2019
Aggiornato 08:00
La battaglia di Salvini per «no»

Referendum, Salvini: «La sovranità appartiene al popolo, non all'UE»

Se passa la riforma costituzionale, con il nuovo articolo 117, nella Costituzione entrano ufficialmente i vincoli europei. Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, non ci sta e passa al contrattacco perché «la Costituzione è cambiata in peggio».

ROMA - Matteo Salvini attacca la riforma costituzionale Renzi-Boschi approvata dal Parlamento il 12 aprile e che sarà sottoposta a referendum confermativo il prossimo 4 dicembre. Il segretario della Lega ed europarlamentare se la prende in particolare con il nuovo articolo 117 («La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento dell'Unione Europea e dagli obblighi internazionali»), definendolo una follia, che toglierà sovranità al popolo italiano a favore dell'Unione europea, principale motivo per cui voterà no.

In Costituzione entrano i vincoli europei
«Sarebbe la prima volta nella storia che una Costituzione - e noi saremmo le prime cavie - mette nero su bianco che i vincoli dell'Unione europea sono legge. Quindi se l'Unione europea dice 'quei soldi non li puoi spendere per i terremotati' c'è in Costituzione; 'non puoi salvare le tue banche' ce l'hai in Costituzione; 'la tua agricoltura va in fallimento' c'è in Costituzione è una follia, una follia pagata evidentemente. Io non sono schiavo di nessuno, gli italiani non sono schiavi di nessuno», esordisce il leader della Lega Nord.

Salvini: La sovranità appartiene al popolo
«La sovranità appartiene al popolo, non all'Unione europea. Questo è uno dei principali motivi per cui voto 'no'. Io me la sono riletta, non vengo qui a sparare spot, ho letto e riletto libri del professor (Paolo) Bechi, professor (Stefano Bruno) Galli, professor (Valerio) Onida e complica i rapporti tra Camera e Senato che litigheranno, fra Stato e Regioni che litigheranno e il governo farà ancora più decreti rispetto a quelli che fa oggi quindi ingolfando il Parlamento. Se il Senato serve lo voti, se il Senato non serve non lo voti», prosegue il segretario del Carroccio.

La battaglia della Lega Nord per il «no»
«Chi saranno i senatori? Saranno consiglieri regionali e sindaci che nel tempo libero verranno a Roma una volta la settimana a fare i senatori con l'immunità parlamentare decidendo su questioni come quelle europee, di cui evidentemente sanno poco o nulla. Quindi è una presa in giro come lo fu quella della finta cancellazione delle province. E' una Costituzione cambiata in peggio, voto 'no' e non ho dubbio alcuno su questo», conclude Matteo Salvini.