19 giugno 2019
Aggiornato 08:30
Renzi dimissionario

Renzi alla direzione del Pd: «Non abbiamo paura di niente e di nessuno. Neanche dei voti»

Il lungo discorso di Matteo Renzi alla direzione del Pd è durato 19 minuti. L'ex premier ha difeso l'operato del suo governo e ha dedicato un pensiero alle famiglie delle vittime e dei rapiti, in particolare alle famiglie di Giulio Regeni e Valeria Solesin

ROMA – Il lungo discorso di Matteo Renzi alla direzione del Pd è durato 19 minuti. Al suo arrivo il premier è stato accolto da un lungo applauso, ma in via del Nazzareno la tensione era nell'aria. L'ormai ex presidente del Consiglio ha difeso l'operato del suo governo e ha ribadito la necessità di «dare una mano al presidente della Repubblica per chiudere la crisi» politica in cui versa il paese.

Il discorso di Renzi alla direzione del Pd
Il Pd non ha paura del voto, se gli altri partiti vorranno andare a elezioni dopo la sentenza della Consulta Matteo Renzi è pronto a fare altrettanto e un eventuale governo nuovo dovrà essere responsabilità «di tutti». Così l'ormai ex premier ha esordito questo pomeriggio davanti alla direzione Pd. Il suo lungo discorso è duranto 19 minuti. «Noi non abbiamo paura di niente e di nessuno – ha proseguito Renzi -. Se le altre forze politiche vogliono andare a votare, subito dopo la sentenza della Corte costituzionale, lo dicano chiaramente: qui si tratta di assumerci tutti la responsabilità. Il Pd non ha paura della democrazia e dei voti».

Il Pd non teme il voto
Al tempo stesso, il Pd è «consapevole della propria responsabilità». Ma non può essere il solo, perché «abbiamo già pagato il prezzo» della solitudine e della responsabilità. Anche gli altri partiti «devono caricarsi questo peso» sulle loro spalle. Renzi ha difeso ancora una volta l'operato del suo governo, sostenendo di aver dato una «impronta organica» alla gestione della res pubblica che può essere riassunta in «meno tasse e più diritti». Certo, ha ammesso Renzi con un sospiro, non è ancora quello che serve, perché una vera rivoluzione si potrà fare solo intervenendo sull'Irpef, ma «per la prima volta una forza politica ha scelto di abbassare le tasse come strategia organica e non come misura spot elettorale».

I ringraziamenti e i saluti dell'ex premier
L'ex premier ha inoltre sottolineato che questo partito può essere orgoglioso del fatto che «chi si ama abbia qualche diritto in più» e del fatto che «le donne che non devono più soggiacere allo squallore delle dimissioni in bianco». Infine, un ringraziamento è andato alle forze dell'ordine, alle famiglie di Giulio Regeni, di Valeria Solesin, e ai carcerati. A loro sono stati rivolti i saluti con cui Matteo Renzi ha concluso il suo intervento alla direzione del Pd. Renzi ha dedicato un «pensiero alle donne e agli uomini che ci hanno accompagnato in particolare alle famiglie delle persone rapite» e alle «famiglie delle vittime a livello nazionale e internazionale», in particolare alla famiglia di Valeria Solesin e a quella di Giulio Regeni che proprio oggi, «grazie al lavoro delle nostre istituzioni, il procuratore del Cairo ha chiamato testimone di pace».