19 novembre 2019
Aggiornato 11:30

Perché Matteo Renzi è dalla parte sbagliata della storia

Dalle elezioni presidenziali statunitensi al voto per la Brexit, dal referendum greco alle sanzioni contro la Russia che sono costate alle imprese italiane circa 7 miliardi di euro, il presidente del Consiglio ha sempre sbagliato schieramento

ROMA E' partito il Treno Tour del Movimento 5 stelle, che girerà il paese in lungo e in largo per la campagna referendaria a favore del «no». Il presidente della Camera, Luigi Di Maio, impegnato in giro per lo Stivale, nel frattempo pubblica un lungo messaggio sul blog di Beppe Grillo per spiegare agli italiani perché Matteo Renzi è dalla parte sbagliata della storia.

Tutte le volte che Renzi ha sbagliato schieramento
«Non capisco come si possa ritenere competente un Presidente del Consiglio inadeguato come Matteo Renzi». Così esordisce il pentastellato Luigi Di Maio sul blog di Beppe Grillo, ricordando che il premier «per ottenere un posto a tavola alla Casa Bianca, ha trascinato il governo italiano nella campagna elettorale statunitense sostenendo la candidata sconfitta» e rischiando di compromettere i rapporti col nuovo presidente americano. Ma non è la prima volta che Matteo Renzi si schiera dalla parte sbagliata della storia. La stessa cosa era capitata con il referendum greco sull'austerity, quando lui ha sostenuto le istituzioni comunitarie e il popolo greco «ha votato l'esatto contrario» (LEGGI ANCHE "Varoufakis: Quando la Grecia affondava lui si schierò con la Merkel. Oggi ne paga il prezzo"). Di Maio sottolinea poi che si era schierato per il «Remain» in Inghilterra e ha vinto la Brexit.

Quei 7 miliardi di euro costati alle imprese italiane
E non finisce qui. Negli ultimi 2 anni ha acconsentito alle sanzioni imposte dall'UE contro la Russia, danneggiando per 7 miliardi di euro l'economia delle imprese italiane. Dopo qualche mese si è presentato al Forum di San Pietroburgo per la conferenza stampa con Putin, ma «sarà ricordato per aver passato il tempo a chattare con il suo smartphone» mentre il presidente della seconda potenza – militare - al mondo parlava dell'Italia. E, «non contento, qualche mese dopo, ha anche acconsentito a schierargli militari italiani contro», al confine con la Lettonia (LEGGI ANCHE "Soldati italiani al confine con la Russia. Grillo: vogliono trascinarci in guerra"). Inoltre il Partito Democratico, di cui il premier è tutt'ora Segretario, ha votato al Parlamento europeo il trattato UE-Tunisia, che «danneggia la nostra economia olivicola, facendo entrare olio tunisino nel nostro mercato».

Di Maio: Renzi è sempre dalla parte sbagliata della storia
Per non parlare del TTIP. Pur sapendo che avrebbe compromesso il nostro Made in Italy, invece di «staccare lui la spina a questo trattato scellerato per proteggere la nostra economia, si è piegato alle lobby che lo sostenevano» ed è stato il governo francese a fare quello che dovevamo fare noi: affossarlo. «Ha usato i soldi per la lotta al terrorismo per le sue mance elettorali». E sul fronte interno «ha sprecato 16 miliardi di euro delle nostre tasse nel Jobs Act» che quest'anno ha prodotto già decine di migliaia di licenziamenti in più (LEGGI ANCHE, "Lavoro, per l'Inps è ufficiale: il Jobs Act è stato un flop"). Ha utilizzato 10 miliardi di euro per un bonus di 80 euro che non ha rilanciato l'economia perché «i cittadini italiani hanno speso quei soldi per pagare le tasse locali che nel frattempo lui aveva aumentato». Le sue leggi finanziarie non hanno mai azzeccato una previsione, puntualmente smentite a fine anno dai dati reali. Di Maio conclude dicendo che tutti possiamo sbagliare, per carità, ma chi sbaglia deve essere in buona fede. E «Matteo Renzi è sempre dalla parte sbagliata della storia, perché dall'altra parte ci sono i cittadini, e lui non ha mai scelto di stare con loro».