23 ottobre 2019
Aggiornato 19:30
Al via la tanto discussa riforma

Cos'è l'emendamento «canguro» che rivoluziona il Senato

Con 172 sì, 108 no e 3 astenuti passa l'emendamento del senatore Cociancich del Pd che riscrive completamente l'articolo 1 del ddl Boschi. Si chiude così, di fatto, l'era del bicameralismo perfetto

ROMA - 172 sì, 108 no e 3 astenuti. Passa così il tanto discusso «canguro», l'emendamento del senatore Cociancich del Pd che riscrive completamente l'articolo 1 del ddl Boschi. Si chiude così, di fatto, l'era del bicameralismo perfetto. La principale novità è che ora sarà solo la Camera a dare la fiducia al governo, anche se vengono riattribuiti al Senato alcuno poteri che gli erano stati tolti durante il passaggio alla Camera.

Cos'è il «canguro»
Il «canguro» è l’emendamento che riscrive interamente l’articolo 1 del ddl Boschi. La prima conseguenza è la decadenza di tutti gli emendamenti presentati, come speravano maggioranza e governo. Ecco cosa sarà, d'ora in avanti, il Senato. "Il Senato della Repubblica – si legge nell'emendamento appena approvato – rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica. Concorre all'esercizio della funzione legislativa nei casi e secondo le modalità stabiliti dalla Costituzione, nonché all'esercizio delle funzioni di raccordo tra lo Stato, gli altri enti costitutivi della Repubblica e l'Unione europea. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all'attuazione degli atti normativi e delle politiche dell'Unione europea. Valuta le politiche pubbliche e l'attività delle pubbliche amministrazioni e verifica l'impatto delle politiche dell'Unione europea sui territori. Concorre ad esprimere pareri sulle nomine di competenza del Governo nei casi previsti dalla legge e a verificare l'attuazione delle leggi dello Stato".

Forza Italia e M5s non ci stanno. I grillini chiedono a Grasso di subemendare
Il provvedimento non è piaciuto per niente a Forza Italia e M5s che hanno dato vita a una vera e propria bagarre in aula denunciando "le truffe e i trucchi che umiliano il Parlamento». Forti tensioni anche tra le opposizioni e il presidente del Senato Pietro Grasso, «reo», secondo loro, di aver «violato il regolamento». Ma Grasso replica: «Sono d’accordo che i regolamenti vanno aggiornati ma vanno anche applicati secondo quello vigente nel momento in cui ci troviamo». Anche Sel si fa sentire: «È lei che non convoca la giunta del regolamento quindi questo ragionamento vale poco». I grillini hanno chiesto a Grasso di subemendare l'emendamento Cociancich in base al comma 5 dell'art.100 del regolamento del Senato, ma il presidente Grasso dichiara inammissibile la richiesta e spiega dapprima che "essendo il subemendamento coincidente all'1.151 che risulta precluso" è da considerarsi precluso anch'esso. Successivamente si è riferito alla prassi legislativa in base alla quale i subemendamenti vengono votati prima dell'emendamento cui si riferiscono e quindi quello presentato da M5s non è proponibile. D'accordo con lui anche il capogruppo Fi ed ex presidente del Senato, Renato Schifani, che si era espresso in questi termini intervenendo in aula.

Alle 19 tocca all'art.2
L’esame del ddl Boschi riprenderà alle 19 dall’articolo 2. La lunga pausa serve per consentire ai senatori di partecipare alla convocazione del Parlamento in seduta congiunta per l’elezione di tre giudici costituzionali.