13 novembre 2019
Aggiornato 00:00

Renzi: "Le Regioni pensassero a non buttare soldi"

La Legge di Stabilità approvata ieri dal Consiglio dei Ministri è stata, però, bocciata dalla Conferenza delle Regioni. Sebbene il "no" dei governatori non rappresenti alcun tipo di intralcio per il cursus della legge, le polemiche di oggi hanno avuto una forte eco mediatica. Il premier risponde a Sergio Chiamparino: "Tutti riducano spese e pretese".

ROMA - La Legge di Stabilità approvata ieri dal Consiglio dei Ministri è stata, però, bocciata dalla Conferenza delle Regioni. Sebbene il "no" dei governatori non rappresenti alcun tipo di intralcio per il cursus della legge, le polemiche di oggi hanno avuto una forte eco mediatica. 

CHIAMPARINO: TOCCATI I FONDI DELLE REGIONI - Il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, afferma che «il governo in qualche modo ha fatto scelte legittimissime condivisibili, ma non si può afre una manovra economica utilizzando risorse appostate in altri enti» e propone di "aumentare di un miliardo i tagli ai ministeri e ridurre di un miliardo i tagli alle Regioni». Subito la risposta del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, che rassicura che quelle avanzate da Chiamaprino sono preoccupazioni «senza fondamento». Le coperture- continua il ministro - «sono garantite da ulteriori progressi nella spending review e nella lotta all'evasione» e aggiunge che il governo «ha esaminato tutte le voci di tagli ai ministeri, ale regioni e agli enti locali»

RENZI: LE REGIONI SI LAMENTANO TROPPO - Anche il premier Matteo Renzi prende parte alla discussione e su Twitter scrive: «Abbassare le tasse, come tagliare gli sprechi, non è né di destra né a sinistra: in Italia è semplicemente giusto». E, rivolgendosi alle Regioni, aggiunge: «Una manovra di 36 miliardi e le Regioni si lamentano di uno in più? Comincino dai loro sprechi anziché minacciare di alzare le tasse». A commentare la manovra è anche il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che, dalla sua bacheca di facebook scrive: «E' molto semplice abbassare le tasse con i soldi degli altri. Nei provvedimenti del governo c'è scritto taglio ai trasferimenti alle Regioni, ma significa tagli al trasporto pubblico, alla sanità, alle borse di studio». Zingaretti, aggiunge, poi a margine di una conferenza stampa: «Con questi tagli molte Regioni rischiano di entrare in disavanzo o di non poter tagliare le tasse, così come nel caso del Lazio»

LE RAGIONI INASCOLTATE DELLE REGIONI - La risposta del presidente del Consiglio non si fa aspettare e, ancora su Twitter, scrive: «Tagliare i servizi sanitari è inaccettabile. Non ci sono troppi manager o primari? E' impossibile risparmiare su acquisti o consigli regionali?». E ancora: "Incontreremo i presidenti di regione. Ma non ci prendiamo in giro. Se vogliamo ridurre le tasse, tutti devono ridurre spese e pretese". E' ancora il presidente della Conferenza delle Regioni, Chiamparino, a rispondere al premier: «Considero offensive le parole di renzi. Ognuno deve badare ai propri sprechi. Se andiamo a vedere nei ministeri, gli sprechi non ci sono? [...]. Questo dimostra - continua Chiamparino - che non si vogliono stare a sentire le nostre ragioni. Se non si vogliono stare a sentire le nostre ragioni, prenderemo atto che non siamo più parte di questo Stato. Credo che fra livelli istituzionali sarebbe utile, prima di esprimersi con toni offensivi, cercare di trovare un ragionamento comune»