17 agosto 2018
Aggiornato 15:00

Il piano segreto di Tria: su l'Iva per il lusso (Di Maio e Salvini smentiscono)

Le indiscrezioni sulla manovra parlano di un'aumento dell'imposta sui generi più costosi per ridurla sulle bollette. I due vicepremier negano seccamente
Matteo Salvini e Luigi Di Maio nell'Aula di Montecitorio
Matteo Salvini e Luigi Di Maio nell'Aula di Montecitorio (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA«L'Iva non aumenterà, è escluso», giura il ministro dell'interno e leader della Lega, Matteo Salvini, intervistato a Cervia alla festa del suo partito, da un giornalista di Agorà Rai Tre, il programma condotto da Monica Giandotti. E che l'Iva non si debba aumentare lo ribadisce anche il vice premier nonché ministro per lo Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, parlando ad Agorà della prossima manovra fiscale. Sulla possibilità che ci sia un collegato fiscale alla Manovra, il ministro per risposto: «Me lo auguro, perché vorrei inserire molte iniziative di sburocratizzazione per le aziende. Verrà mantenuto l'impegno di disinnesco delle clausole di salvaguardia: l'Iva non si deve aumentare».

Giù le tasse sulle bollette
Con queste promesse i due azionisti di maggioranza rispondono alle indiscrezioni pubblicate in questi giorni da Repubblica, sul presunto piano del ministro dell'Economia Giovanni Tria per far quadrare i conti della manovra. Che, tra flat tax, abolizione della Fornero e taglio delle accise della benzina, costerebbe intorno ai 42 miliardi (stima sempre il quotidiano diretto da Mario Calabresi), quasi 20 in più di quelli ipotizzati da via XX settembre. Per rastrellare questi soldi, sostengono i giornalisti, Tria starebbe pensando ad un aumento dell'Iva, ma di tipo selettivo: abbassando dunque l'imposta su servizi essenziali (come le bollette dell'elettricità e dell'acqua, dove verrebbe ridotta dal 10 al 4%, o quelle di gas e telefono, passando dal 22 sempre al 4%), ma incrementandola sui prodotti di lusso.

I ricchi mettano mano al portafogli
Sarebbero dunque proprio le classi sociali più abbienti a pagare il costo della legge di Stabilità, grazie a questo extra gettito Iva da otto miliardi complessivi, di cui 4,5 da destinare proprio al mantenimento delle promesse della campagna elettorale. Questo, almeno, sarebbe il piano segreto del governo, per come lo ricostruisce il giornale fondato da Eugenio Scalfari. Ma, a stare a sentire Luigi Di Maio, l'ipotesi non è nient'altro che «un'altra fake news, ormai ce n'è almeno una al giorno»... Chi sta dicendo la verità?