20 ottobre 2019
Aggiornato 02:00
Putin vola in Turchia

Putin in Turchia da Erdogan, le 5 cose che si sono detti

Il presidente russo Vladimir Putin, a margine del World Energy Congress di Istanbul, si è incontrato con l'omologo turco Recep Tayyip Erdogan e i due leader hanno affrontato alcuni nodi cruciali della relazione russo-turca

MOSCA – La visita del presidente russo Vladimir Putin a Istanbul è stata all'insegna del «tutto è possibile». Queste le parole usate dal ministro dell'energia russo, Alexander Novak, che aveva lasciato intendere addirittura l'imminente ratifica di un accordo intergovernativo tra la Russia e la Turchia per il progetto del gasdotto Turkish Stream. Putin, a margine del World Energy Congress di Istanbul, si è incontrato con l'omologo turco Recep Tayyip Erdogan e con il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro. Ecco di cosa hanno discusso.

La nuova luna di miele tra Putin e Erdogan
L'incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan è la prova che i rapporti tra Mosca e Ankara, che sembravano irrimediabilmente compromessi dopo l'abbattimento del jet russo in Siria vicino al confine turco, stanno vivendo una nuova luna di miele. Come riportato in precedenza dall'addetto stampa del presidente Putin, Dmitry Peskov, i due leader hanno discusso della normalizzazione delle relazioni russo-turche, degli eventi in Siria e in Iraq, della partita petrolifera, della costruzione del gasdotto Turkish Stream e della centrale nucleare turca. Non hanno invece affrontato la questione di un sistema di difesa missilistico comune, come inizialmente era stato annunciato.

  • La guerra in Siria e i fronti opposti
    C'è stata poi la questione Siria. I due paesi sono schierati su fronti opposti: la Turchia appoggia l'opposizione e i jihadisti, la Russia parteggia per Damasco e ha appena comunicato al mondo che resterà sul terreno con le sue basi militari a «tempo indeterminato». Il viceministro della Difesa, Nikolaj Pankov, ha annunciato l'ampliamento della base di Tartus, ereditata dall’Unione Sovietica nella Siria occidentale, grazie alla quale i russi possono contare su sistemi missilistici terra-aria S-300. In questo modo la Russia non sta rafforzando solo la sua posizione in Siria, ma il suo ruolo geopolitico  in tutto il Medio Oriente. La strada intrapresa da Vladimir Putin naturalmente passa anche per un'alleanza economica strategica con Erdogan.
  • Il gasdotto Turkish Stream
    Uno dei temi principali dell'incontro tra i due leader, infatti, è stato proprio il fronte energetico. Come avevamo già avuto modo di sottolineare, la Russia e la Turchia stanno collaborando per la realizzazione del gasdotto Turkish Stream (LEGGI ANCHE "Dal North stream2 al Turkish stream, mel puzzle dei gasdotti vince l'alleanza Mosca-Ankara"). Secondo il ministro dell'Energia russo, Aleksander Novak, l'accordo sarebbe alle battute finali. Il gasdotto russo-turco avrà una lunghezza offshore di 990 km, una lunghezza onshore di circa 180 km e una portata da 63 miliardi di metri cubi di gas all'anno.
     
  • La centrale nucleare di Akkuyu
    Putin sarà così il maggiore fornitore di gas ed energia per la vicina Turchia e la costruzione del Turkish Stream gli permetterà anche di diventare l'ombelico del mondo dell'approvvigionamento energetico su scala globale (LEGGI ANCHE "Putin prepara lo scacco matto energetico all'UE"). Un primato che si consoliderà ulteriormente visto che i russi stanno trattando con i turchi anche per realizzare la centrale nucleare di Akkuyu (LEGGI ANCHE "La pazza voglia di Putin per il nucleare"). Mentre il nodo relativo a un sistema di difesa missilistico comune tra la Federazione Russa e la Turchia sembra che «non» sia stato parte della discussione a Istanbul tra i due capi di stato.
     
  • Il progetto di un sistema di difesa comune russo-turco
     Il portavoce presidenziale Dimitry Peskov, ha replicato alle dichiarazioni della stampa turca, in base alle quali la Turchia si è detta disponibile a sviluppare un sistema di difesa missilistica comune con la Russia. Pare che la Turchia - che fa parte della Nato -, attenda un'offerta dalla Russia per la costruzione di un sistema di difesa aerea a lungo raggio. E Vladimir Putin in persona avrebbe confermato la notizia, dichiarando dopo i colloqui di Istanbul, che il suo paese è pronto a cooperare con la Turchia nel settore tecnico-militare. Tuttavia, il Segretario del Ministero della Difesa turco, Ismail Demir, ha assicurato che un accordo con la Russia su questo tema ancora non è stato raggiunto.