16 giugno 2019
Aggiornato 22:30
Mosca e Ankara sono già alle questioni tecniche

Turchia, membro Nato, a un passo dall'acquisto degli S-400 russi

Dopo il gelo a seguito dell'abbattimento di un jet russo e il disgelo celebrato la scorsa estate, Russia e Turchia hanno fatto un ulteriore passo avanti nel loro sodalizio economico-strategico

MOSCA - Dopo il gelo a seguito dell'abbattimento di un jet russo e il disgelo celebrato la scorsa estate, Russia e Turchia hanno fatto un ulteriore passo avanti nel loro sodalizio economico-strategico. Ankara avrebbe infatti compiuto progressi nel programma di acquisto del sistema russo di difesa missilistica S-400 «Triumph». Media occidentali parlano di uno scambio di firme dei documenti pertinenti e la notizia è subito rimbalzata su quelli russi. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, senza entrare nei dettagli, secondo quanto riportato da Sputnik da Ankara, in una conferenza stampa ha detto che non vede alcun motivo di preoccupazione degli Stati Uniti in merito ai negoziati tra Ankara e Mosca per l'acquisto di sistemi missilistici antiaerei russi S-400. «I nostri servizi competenti stanno negoziando, e sarà fatto», ha sentenziato.

Critiche agli Usa
In precedenza, il presidente turco Tayyip Erdogan ha criticato la posizione degli Stati Uniti, negativi sull'accordo tra Ankara e Mosca per gli S-400. Il leader turco ha detto che Washington non capisce la sua preoccupazione. Prima ancora il CEO di Rostec Sergei Chemezov aveva detto ai giornalisti la settimana scorsa che Mosca e Ankara erano già alle questioni tecniche del contratto sulla fornitura di S-400. E secondo lui, la decisione finale dovevano prenderla i due governi.

Le preoccupazioni degli States
Il Capo degli Stati Maggiori Riuniti Usa Joseph Francis Dunford Jr. ha detto che l'acquisto da parte della Turchia, esponente della Nato, del sistema missilistico anti-aereo S-400 dalla Russia suscita preoccupazione a Washington. Mentre, secondo il direttore del Centro per l'Analisi del commercio mondiale delle armi (TSAMTO) Igor Korotchenko, la decisione della Turchia dimostra che il presidente Tayyip Erdogan è libero dalla pressione degli Stati Uniti e della NATO.