Crisi Mps

Mps, Borghi al Diario: «Ecco cosa c'è dietro al salvataggio della banca più antica del mondo»

Claudio Borghi, economista della Lega Nord, ai nostri microfoni commenta il post salvataggio di Mps: 'Il conto finale' dice 'verrà fuori quando Padoan sarà lontano'

ROMA – Siamo al secondo salvataggio in sette giorni. Dopo la risoluzione della crisi delle due banche venete, grazie al «regalo» del Tesoro a Intesa San Paolo, oggi il via libera della Commissione Ue agli aiuti di stato per il Monte Paschi Siena offre il semaforo verde alla ricapitalizzazione precauzionale della banca più antica del mondo. Ma non c'è molto da festeggiare. Noi del Diariodelweb abbiamo raggiunto telefonicamente il professor Claudio Borghi, responsabile economico della Lega Nord, per chiedergli cosa ne pensa del salvataggio della banca più antica del mondo. «E' scandaloso che la questione sia stata fata marcire per anni», ha esordito l'economista leghista. «E vorrei far notare che la fuga di capitali dal Monte Paschi Siena e dalle banche venete, con i risparmiatori terrorizzati da una legge pazzesca come quella del bail in, ammonta a 74 miliardi di euro», ha aggiunto. Una cifra monstre che mette i brividi.

Che fine faranno i soldi dei risparmiatori?
Secondo Borghi, «dato che tutti sapevano che alla fine dei conti la soluzione sarebbe stata questa, allora se l'intervento statale fosse stato realizzato prima evidentemente il danno per la collettività sarebbe stato minimo o comunque di gran lunga inferiore a questo». Ma oltre al danno resteranno irrisolti diversi nodi, come il destino dei risparmi degli italiani coinvolti nella crisi di Mps. Il meccanismo di rimborso degli obbligazionisti, infatti, non è ancora chiaro. C'è una categoria di persone - gli azionisti -, che oggi hanno perso tutto. E vale la pena ricordare che alcune di queste persone hanno deciso di investire in Mps su indicazione dell'ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che aveva dichiarato a reti unificate che sarebbe stato un grande affare puntare sulla banca sense. Poi ci sono gli obbligazionisti, che sembra siano stati messi in salvo, ma ad oggi non si capisce bene il meccanismo che li riguarda. E non finisce qui.