18 agosto 2019
Aggiornato 13:30
Bankitalia

L'incredibile affondo di Visco contro l'Ue: «E' più brava a proibire che a fare»

Il governatore di Bankitalia si è rivolto al Paese con le sue Considerazioni finali e ancora una volta ha puntato il dito contro l'operato delle istituzioni comunitarie

Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco.
Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. ANSA

ROMA - L'Italia sta vivendo una fase di incertezza politica ma il paese riuscirà a rilanciarsi. È il messaggio lanciato dal governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, nelle sue Considerazioni finali. «Sono fiducioso - ha detto Visco - che, al di là dell'incertezza politica, il nostro paese saprà ottenere risultati che servono l'interesse generale, tenendo conto di chi resta indietro e di chi arretra, liberando l'economia da inutili vincoli, rendite di posizione, antichi e nuovi ritardi».Lo Stivale è tornato a crescere, ma la ripresa va rafforzata, con cambiamenti che richiederanno «impegno e sacrifici", ha proseguito il governatore. E uno dei nodi da sciogliere resta quello delle sofferenze bancarie. Perché l'economia italiana è «vulnerabile» alle turbolenze dei mercati sia a causa dell'elevato debito pubblico sia a causa delle sofferenze bancarie.

Il debito e le sofferenze bancarie
Il debito e i crediti deteriorati, ha detto Visco, sono «due fattori di debolezza che riducono i margini di manovra dello Stato e degli intermediari finanziari». Entrambi rendono vulnerabile l'economia italiana alle turbolenze sui mercati e possono amplificare gli effetti delle fluttuazioni cicliche. In particolare, i crediti in sofferenza in capo a istituti di credito in difficoltà e che necessitano di uscire il più rapidamente possibile dai loro bilanci «ammontano a circa 20 miliardi». Una cifra monstre. «Se fossero venduti ai prezzi molto bassi offerti dai pochi grandi operatori specializzati oggi presenti sul mercato, che ricercano tassi di profitto molto elevati, l'ammontare delle rettifiche aggiuntive sarebbe nell'ordine di 10 miliardi", ha sottolineato il Governatore.

Che fine ha fatto la Bad bank europea?
Il conto è presto fatto e si riferisce ai livelli di copertura delle sofferenze per le banche in maggiori difficoltà, si viaggia con un "coverage" intorno al 64% che si traduce in una valutazione delle sofferenze nette intorno al 36%, ma il mercato le valuta circa la metà, tra il 18% e il 20%. Per questo una soluzione al problema dei Npl è più che mai urgente. La costituzione di un veicolo che gestisca le sofferenze delle banche facendole uscire dai loro bilanci, la cosiddetta Bad Bank, è invece rimasta su un binario morto a causa della regolamentazione europea, in vigore dal 2013, sugli aiuti di Stato alle banche.

Le critiche di Visco all'Ue
«Nei mesi scorsi, anche a seguito delle proposte elaborate da istituzioni europee (Eba, Ndr) si è tornati a discutere dell'iniziativa. Siamo ancora convinti che sarebbe una soluzione potenzialmente utile, a condizione che il prezzo di trasferimento degli attivi non sia distante dal loro reale valore economico, che l'adesione allo schema avvenga su base volontaria, che le caratteristiche delle banche partecipanti siano ben definite ex-ante», rileva il governatore di Bankitalia. Ma, sottolinea il numero uno di Palazzo Koch, «va al più presto chiarito se vi è una effettiva determinazione a proseguire su questa strada: l'incertezza rallenta la definizione delle transazioni in corso, scoraggia quelle che potrebbero realizzarsi nei prossimi mesi».

Visco: «L'Ue è più brava a proibire che a fare»
Nelle sue Considerazioni finali non è mancato neanche un affondo contro l'Unione europea. Secondo il numero uno di Palazzo Koch, la crisi ha messo in evidenza l'incompletezza della costruzione europea, specialmente in campo economico anche a causa di una definizione di governance comune «che si è basata quasi solo su regole nella esasperata ricerca di garanzie reciproche». Da questo «ne è risultata una Unione più forte nel proibire che nel fare», ha affermato il governatore della Banca d'Italia. Criticare le regole di cui non si è pienamente soddisfatti, ha precisato il governatore, non è mettere in discussione il cammino dell'Europa. Ma «proseguire con compromessi successivi diventa sempre più difficile».Il «vero compimento» della costruzione europea «avverrà solo con lo sviluppo di istituzioni designate democraticamente a gestire la sovranità comune», ha concluso Visco.