18 novembre 2019
Aggiornato 23:00
Lo spread va giù

Elezioni Francia, volano i mercati e l'euro schizza ai massimi da 5 mesi

Dopo il primo turno delle elezioni presidenziali francesi, torna il sereno sui mercati finanziari europei e la moneta comunitaria fa un balzo in avanti sul dollaro

MILANO – Mercati europei euforici dopo il primo turno delle presidenziali francesi. E l'euro fa un balzo in avanti toccando i massimi da sei mesi sul dollaro mentre gli indici azionari del Vecchio Continente mettono il turbo anche grazie al ritorno di liquidità.

L'euforia dei mercati dopo il voto
Dopo il voto in Francia torna il sereno sui mercati finanziari, rassicurati dal risultato del primo turno delle elezioni presidenziali, che – per il momento - sembra allontanare i rischi di una deriva antieuropeista. L'indice principale Ftse Mib balza del 4% a 20.540 punti, mentre lo spread è in forte contrazione in area 184 punti (dopo essere stato sopra quota 200 tutta la scorsa settimana). A Milano, così come nel resto d'Europa, volano le banche: Unicredit +10%, Ubi +7,1%, Intesa Sanpaolo +6,8%, Bpm +5,5%. L'euro registra a sua volta un balzo in avanti e tocca i massimi da sei mesi sul dollaro.

Parigi maglia rosa nel vecchio continente
Ma è Parigi la maglia rosa nel vecchio continente. L'indice cac-40 dopo pochi minuti di contrattazioni mette a segno un balzo che sfiora il 4%. Si tratta di acquisti generalizzati, ma sono i finanziari a mostrare le migliori performance. Bnp Paribas e Credit Agricole volano sul listino con rialzi superiori al 7%. A Madrid l'Ibex-35 guadagna il 3,70%, sempre con i bancari in evidenza. Rialzi più contenuti a Francoforte con il Dax in progresso del 2,38% e Londra con il Ftse 100 che sale dell'1,75%.

L'euro in rialzo sul dollaro
L'euro resta in forte rialzo anche durante la mattinata odierna, sebbene in parte abbia smorzato l'impennata che ieri notte è scattata dopo le prime notizie sul passaggio al ballottaggio del centrista indipendente Emmanuel Macron assieme alla nazionalista Marine Le Pen. Venuta meno l'ipotesi più «spaventosa» agli occhi dei mercati, quella di un ballottaggio tra due estremisti (oltre alla Le Pen c'era anche il candidato di estrema sinistra Mélenchon), l'euro è immediatamente schizzato fino a segnare brevemente un picco a 1,0938 dollari, massimo dal metà novembre 2016. Successivamente la valuta condivisa ha ridotto in parte i guadagni e a tarda mattina si attesta a 1,0857 dollari.

Le previsioni degli analisti
Nel frattempo la Borsa di Parigi mantiene un solido slancio con il più 4,20 per cento dell'indice Cac40. Al contempo si registrano forti acquisti sui titoli di Stato francesi, che portano a conseguenti netti cali dei rendimenti: oltre 100 punti base in meno sulla scadenza decennale allo 0,772 per cento e meno 120 punti base sul bond biennali al meno 0,518 per cento. Gli analisti mostrano posizioni variegate sulle prospettive dei cambi euro-dollaro. Gli esperti di Ing vedono un freno ai rialzi dell'euro solo in eventuali manovre restrittive della Federal Reserve, altrimenti, riporta Dow Jones, dai valori attuali pronosticano un possibile apprezzamento a 1,12-1,13 entro giugno. Più prudente la previsione di Morgan Stanley. È da verificare la capacità di Macron di magnetizzare su di sé il consenso elettorale necessario a vincere e l'euro dovrà rompere stabilmente al rialzo quota 1,0925 dollari, prima di poter compiere ulteriori rafforzamenti.