Draghi e il QE

Bce, perché Mario Draghi potrebbe alzare i tassi prima della fine del QE

Il governatore centrale Mario Draghi ha rassicurato i mercati sul proseguimento del 2017, che continuerà per tutto il 2017, ma la scorsa settimana durante il board della BCE si è discusso anche di un possibile rialzo dei tassi

Il governatore della Bce, Mario Draghi.
Il governatore della Bce, Mario Draghi. (ANSA)

ROMA – Il governatore centrale Mario Draghi ha sciolto ogni riserva sul destino del massiccio piano di acquisto dei titoli di Stato dichiarando che proseguirà per tutto il 2017. La Bce mantiene dunque la barra dritta sul quantitative easing, nonostante il riaffacciarsi dell'inflazione nell'Eurozona. Ma sta considerando la possibilità di alzare i tassi prima che inizi il «tapering».

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Draghi rassicura i mercati
Il banchiere centrale Mario Draghi, nella sua ultima conferenza stampa dopo il Consiglio direttivo della Bce, ha usato un linguaggio «dovish» per rassicurare i mercati sul proseguimento del quantitative easing. Tuttavia, alcuni funzionari della Banca centrale europea hanno riferito che nel board di giovedì scorso si è discusso della possibilità di alzare o meno i tassi di Eurolandia. E se così fosse la stretta monetaria potrebbe concretizzarsi prima dell'inizio del «tapering» e della fine del QE. Nonostante le rassicurazioni di Mario Draghi.

Il modello americano
Negli Stati Uniti le cose sono andate diversamente, perché la Federal Reserve decise di alzare i tassi solo dopo il ritiro graduale degli stimoli monetaria e a distanza di un anno della loro cessazione. La Bce, però, potrebbe scegliere di intraprendere una strada diversa perché nell'Eurozona le imprese ricorrono soprattutto alle banche per autofinanziarsi e non al mercato dei capitali, come invece succede in America. Inoltre, il sistema bancario comunitario soffre per i tassi troppo bassi (addirittura negativi) overnight che erodono i margini di profitto degli istituti di credito europei e strozzano la liquidità delle banche rallentando la ripresa economica.

La Bce sta pensando al rialzo dei tassi
Per far sì che le banche europee possano tornare ad aprire i rubinetti del credito alle imprese per sostenere l'economia reale, la Bce deve alzare il costo del denaro e non può aspettare troppo a lungo. Perciò non v'è certezza sul fatto che prima Mario Draghi estinguerà il quantitative easing e solo dopo la fine del QE procederà al rialzo dei tassi. Nonostante il suo linguaggio «dovish» i mercati hanno capito perfettamente cosa bolle in pentola e si stanno preparando a una imminente stretta monetaria. Come dimostrano i recenti listini in rialzo degli istituti di credito comunitari.