19 novembre 2019
Aggiornato 06:30
Rapporto Commissione Ue

Ultimatum Ue all'Italia: «Manovra entro aprile o scatta l'infrazione»

Secondo la Commissione europea, l'Italia è un paese a rischio e la procedura per deficit eccessivo scatterà qualora il governo Gentiloni non riuscisse a correggere dello 0,2% la manovra finanzairia

BRUXELLES – Ultimatum. La Commissione europea concede all'Italia solo due mesi di tempo per correggere la manovra dello 0,2% del Pil. Altrimenti darà il via alla procedura di infrazione per deficit eccessivo. La decisione finale sarà annunciata in concomitanza con le Previsioni economiche di primavera, ad aprile. Nel frattempo, però, nel rapporto dell'Ue si legge che il Belpaese «presenta eccessivi squilibri» che implicano «rischi con rilevanza transfrontaliera».

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L'Italia è un paese a rischio
L'Italia mette a rischio gli altri paesi dell'Unione europea. Il deficit strutturale è peggiorato ulteriormente dal 2015 e il Belpaese non rispetta la regola del debito prevista dal Patto di Stabilità. E', in sintesi, quanto risulta dall'attesa relazione, pubblicata oggi a Bruxelles dalla Commissione europea, sulla conformità dell'Italia al dogma comunitario sul debito e ai tempi previsti per il suo percorso di riduzione (a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, e del regolamento CE n. 1467/1997). Tuttavia, l'Ue ha deciso di concedere altro tempo al governo Gentiloni.

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L'ultimatum di Bruxelles
Secondo quanto spiega in un comunicato la stessa Commissione, «il criterio del debito dovrebbe essere considerato non soddisfatto», ma questo «nel caso in cui non siano attuate in modo credibile le misure strutturali aggiuntive, pari almeno allo 0,2% del Pil, che il governo si è impegnato ad adottare al più tardi nell'aprile 2017 per ridurre il divario e garantire la conformità al 'braccio preventivo' (del Patto di Stabilità, ndr) nel 2017».La decisione se raccomandare o no l'avvio di una procedura per i disavanzi eccessivi sarà presa solo in base alle Previsioni economiche di primavera, tenendo conto «dei dati sui risultati di bilancio per il 2016 e dell'attuazione degli impegni di bilancio assunti dalle autorità italiane a febbraio 2017».

La procedura per deficit eccessivo
Quello di oggi, insomma, è solo «il primo passo nella valutazione se sia il caso di lanciare una procedura per deficit eccessivo», precisa ancora il comunicato dell'Esecutivo Ue, che ricorda poi come «il prossimo passo» spetti ora agli «sherpa» dell'Ecofin, cioè il Comitato economico e finanziario (composto di funzionari dei ministeri delle Finanze dei Ventotto e di rappresentanti delle banche centrali nazionali, della Bce, e della Commissione), che entro due settimane dovranno comunicare il loro parere, valutando «la potenziale infrazione del criterio del debito da parte dell'Italia».E nel caso in cui l'Italia non dovesse onorare i suoi impegni sui conti pubblici «tutte le opzioni si apriranno, anche quella della procedura correttiva».

La «tempesta perfetta» dell'Italia
A lanciare l'ultimatum è il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, durante la conferenza stampa di presentazione dei rapporti dell'Ue sul semestre europeo. Tuttavia sui legami tra economia e finanza nella Penisola, «non parlerei di tempesta perfetta - ha aggiunto -: anche in Italia prosegue la crescita economica e questione dei crediti deteriorati nella banche è stata affrontata, ma serve fare altro».Alle sue parole hanno fatto eco quelle del commissario agli Affari economici Pierre Moscovici: «La commissione europea non chiama le tempeste. Semmai cerca di portare le navi in un porto sicuro». L'aggravamento della procedura sui conti dell'Italia «si può imporre se gli sforzi sollecitati non venissero realizzati. Ma non cerchiamo di provocare disordini, cerchiamo di governare i problemi e proseguiamo con il dialogo", ha chiarito Moscovici.

La deadline è il 30 aprile
In patria, intanto, il ministro dell'Economia ha commentato con un tweet la relazione della Commissione Ue sulla conformità dell'Italia alla regola del debito. «Debito/Pil finalmente stabilizzato, ma è interesse nazionale ridurlo con un aggiustamento contenuto del percorso di consolidamento", ha twittato Pier Carlo Padoan ed ha aggiunto che gli «effetti delle riforme si vedono: la crescita è tornata, l'occupazione aumenta, il credito funziona meglio. Ma dobbiamo fare di più». E il tempo stringe, perché ormai Roma è nel mirino di Bruxelles. La deadline è il 30 aprile. Ma il vento, in Italia, spira in senso contrario. La situazione politica interna è compromessa, le riforme rallentano, la crescita è al palo e per il governo Gentiloni non sarà affatto facile rispettare gli impegni con l'Unione europea.