10 aprile 2020
Aggiornato 21:30
Avanti tutta col QE

Bce: «La ripresa è più solida, ma i tassi resteranno bassi ancora a lungo»

Il Consiglio direttivo della Bce intende proseguire col il QE fino alla fine dell'anno perché le pressioni sui prezzi, benché positive, restano contenute e l'Italia è tornata in deflazione. Permangono rischi sulle prospettive di crescita

FRANCOFORTE – Avanti tutta con il quantitative easing. Il Consiglio direttivo della Bce «intende proseguire» gli acquisti di titoli pubblici e privati «sino alla fine di dicembre 2017 o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché non riscontrerà un aggiustamento durevole dell'evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo». Lo si legge nel bollettino economico dell’istituto di Francoforte.

Avanti tutta con il QE
Nell'ultima riunione «il Consiglio direttivo ha confermato la necessità di un grado molto elevato di accomodamento monetario. Se necessario, esso agirà ricorrendo a tutti gli strumenti disponibili nell'ambito del suo mandato».Se le prospettive diverranno meno favorevoli o se le condizioni finanziarie risulteranno incoerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell'inflazione, il Consiglio direttivo si è «pronto a incrementare il programma di acquisto di attività in termini di entità e/o durata».

Le pressioni sui prezzi restano contenute
La Banca centrale europea imputa infatti il recente aumento dell'inflazione ai rialzi dei prezzi sull'energia, aggiungendo che le pressioni di fondo restano «contenute». Il messaggio viene ribadito anche nel bollettino economico, in cui tuttavia non viene presa in considerazione la nuova impennata mostrata del caro vita a gennaio (all'1,8 per cento l'inflazione si è molto avvicinata all'obiettivo nominale della stessa Bce). Le considerazioni partono dai dati fino a dicembre, quando il caro vita aveva raggiunto l'1,1 per cento.

In Italia è tornata la deflazione
«Il Consiglio direttivo - si legge - continuerà a guardare oltre le variazioni dell'inflazione qualora siano valutate temporanee e senza implicazioni per le prospettive per la stabilità dei prezzi nel medio termine».Il recente andamento riflette soprattutto un forte incremento sui dodici mesi della componente relativa ai beni energetici, mentre non vi sono ancora segnali convincenti di una tendenza al rialzo dell'inflazione di fondo. Una delle criticità maggiori è l’eterogenità dell’andamento dei prezzi nei vai paesi dell’Eurozona, perché se in taluni sembra evidente la ripresa dell’inflazione in altri (è il caso dell’Italia) è tornata invece la deflazione.

Bce: L’espansione economica si consoliderà
In prospettiva, secondo la Bce, sulla base delle quotazioni correnti dei contratti future sul petrolio, è probabile che l'inflazione complessiva aumenti ulteriormente nel breve periodo, riflettendo in gran parte movimenti del tasso di variazione sui dodici mesi dei prezzi dell'energia. Tuttavia, le misure dell'inflazione di fondo dovrebbero mostrare un incremento più graduale nel medio termine, ed è importante che vengano «sostenute dalle misure di politica monetaria».Allo stesso tempo, la banca centrale europea prevede che l'espansione economica «si consolidi ulteriormente»: perché le misure di politica monetaria stanno sostenendo la domanda interna e favorendo il processo di ridimensionamento dell'indebitamento in atto.

I rischi per le prospettive di crescita
«I sostenuti incrementi dell'occupazione, legati anche alle passate riforme strutturali, forniscono sostegno ai consumi privati aumentando il reddito disponibile reale delle famiglie. Al contempo, vi sono segnali di una ripresa globale più forte», recita il bollettino economico. Ma al tempo stesso, l'istituzione guidata da Mario Draghi avverte come sia «probabile che i restanti aggiustamenti di bilancio in diversi settori e la lenta attuazione delle riforme strutturali possano frenare la crescita economica nell'area euro. I rischi per le prospettive di crescita nell'area restano orientati al ribasso - conclude la Bce - e sono connessi prevalentemente ai fattori globali».

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