14 ottobre 2019
Aggiornato 13:00
Dal blog di Grillo

Perché se crolla Deutsche Bank per l'Italia sarà peggio della caduta di Lehman Brothers

Le banche italiane attraversano una fase di grande fragilità e nel caso dovesse crollare Deutsche Bank l'effetto domino potrebbe essere inarrestabile. Una video intervista sul blog di Beppe Grillo svela i retroscena del riavvicinamento con gli USA.

Se crolla Deutsche Bank per l'Italia potrebbe essere molto peggio della caduta di Lehman Brothers.
Se crolla Deutsche Bank per l'Italia potrebbe essere molto peggio della caduta di Lehman Brothers. Shutterstock

ROMA – Se crolla Deutsche Bank, per l'Italia sarà molto peggio della caduta di Lehman Brothers. Le banche italiane, infatti, attraversano una fase di grande fragilità e potrebbero essere travolte dall'effetto domino. A pensarla così è il giornalista Marcello Foa, che è stato intervistato dal Movimento 5 stelle e il cui video è stato pubblicato sul blog di Beppe Grillo. Foa spiega agli italiani i retroscena dei rapporti economici e politici con la Germania e gli Stati Uniti d'America.

Se crolla Deutsche Bank per l'Italia sarà un disastro
Deutsche Bank e Monte Paschi solo legate con un filo doppio (LEGGI ANCHE «Crisi Mps e Deutsche Bank, la verità sul complotto tedesco contro l'Italia»). E se il colosso tedesco dovesse crollare, per l'Italia sarebbe molto peggio della caduta di Lehman Brothers. A pensarla così è Marcello Foa, giornalista e scrittore, che ha rilasciato una video intervista per il blog di Beppe Grillo. Le banche italiane attraversano una fase di grande fragilità e potrebbero essere facilmente travolte dall'effetto domino che potrebbe innescarsi in caso di infelice risoluzione della crisi di Deutsche Bank (LEGGI ANCHE «Mps, un disastro europeo nato molti anni fa usato oggi per salvare Deutsche Bank»). Sarebbe «uno scenario da incubo perché le concatenazioni sono a valanga e tengono ad ampliarsi molto», sottolinea Foa.

Gli interessi in gioco con la Germania e gli Stati Uniti
Quello con Deutsche Bank è «un braccio di ferro molto importante», ma non è l'unico. Altri interessi e altre dinamiche sono in gioco dentro e fuori dall'Europa. E l'Italia si trova a ricoprire un ruolo centrale nell'evoluzione dello scacchiere internazionale. Il riavvicinamento tra il Belpaese e gli Stati Uniti, ad esempio, non è affatto casuale secondo Foa. Il presidente americano Barack Obama ha ufficialmente investito il presidente del Consiglio italiano «di un ruolo più importante di quello che era lecito aspettarsi fino a qualche mese fa. Renzi è diventato il primo alleato americano in Europa». Perché?

Perché Obama tende la mano a Matteo Renzi
Perché in passato questa posizione era occupata dalla Gran Bretagna, ma con la brexit gli Usa hanno perso questo fidato alleato e la loro longa manus in Europa. Certo, Obama avrebbe potuto puntare anche su altri paesi. Ma con la Germania ci sono forti attriti a causa del saltato TTIP (LEGGI ANCHE «TTIP, perché ce la siamo scampata»), la Francia deve fare i conti con l'imminente campagna elettorale e l'ascesa del Front National, in Spagna la situazione politica è bloccata. Resta solo l'Italia, che «improvvisamente viene rivalutata»agli occhi del mondo. E tutto questo avrà delle implicazioni «molto forti perché, se l'Italia vuole adempiere a questo nuovo ruolo, starà molto attenta, anzi sarà molto zelante, a rispettare le direttive e gli interessi americani».