14 novembre 2019
Aggiornato 04:00
Referendum costituzionale

Referendum, il Financial Times torna all'attacco: «Col 'No' falliscono 8 banche»

Il Financial Times torna all'attaco con un altro affondo contro il fronte del «No». Secondo il foglio della City, 8 banche italiane sarebbero a rischio fallimento qualora Matteo Renzi dovesse perdere il referendum. Ma è davvero così?

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi.
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Shutterstock

ROMA – Il Financial Times torna all'attacco. Secondo il foglio della City, l'apocalisse sarebbe imminente. L'allarme è stato lanciato senza troppi giri di parole, puntando il dito contro 8 banche italiane che rischierebbero di fallire se Matteo Renzi dovesse perdere il referendum costituzionale. Ma è davvero così o si tratta della «politica del terrore» che da qualche mese a questa parte abbiamo imparato a (ri)conoscere?

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L'ennesimo affondo del Financial Times
Un altro affondo del Financial Times contro il fronte del «No». Solo pochi giorni fa il foglio della City aveva paventato il pericolo dell'uscita dell'Italia dall'Eurozona qualora Matteo Renzi dovesse perdere il referendum costituzionale. Praticamente l'apocalisse, secondo il quotidiano britannico, con le peggiori conseguenze economico-finanziarie possibili ad essa connesse. E' trascorsa appena una settimana e il Financial Times, non pago delle ingerenze nella politica nostrana, è tornato all'attacco sostenendo che 8 banche italiane rischiano di fallire nel caso in cui gli elettori italiani decidano infine di rigettare la riforma costituzionale.

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Le 8 banche a rischio secondo il Ft
Le banche otto banche a rischio citate dal Ft sono: una grande (Monte Paschi), tre medie (Popolare Vicenza, Veneto Banca, Carige), e le quattro piccople banche che sono già state salvate nei mesi scorsi (Banca Etruria, Carichieti, Banca delle Marche e Cariferrara). «Nel caso di un voto No e di un'uscita di Renzi - si legge nell'articolo del Ft - , i banchieri temono una protratta incertezza durante la creazione di un governo tecnico. E la mancanza di chiarezza su un nuovo ministro dell'Economia potrebbe prolungare il nervosismo sulle banche italiane, che quest'anno hanno più che dimezzato il loro valore a causa delle preoccupazioni sui crediti problematici».

360 miliardi di prestiti deteriorati
«Renzi, che dice che lascerà se perderà il referendum - si legge ancora nell'articolo - ha sostenuto una soluzione di mercato per risolvere i problemi di un sistema bancario da 4 mila miliardi di euro ed evitare una 'risoluzione' per le banche italiane, nell'ambito delle nuove regole Ue, che farebbe perdere voti». Senza di lui la sorte degli istituti di credito in questione sarebbe a rischio. Le banche italiane hanno 360 miliardi di prestiti problematici, a fronte di un patrimonio di 225 miliardi. E al centro di questo scenario apocalittico ci sarebbe il Monte Paschi.

Il nodo del Monte Paschi di Siena
L'eventuale fallimento della sua ricapitalizzazione da 5 miliardi «si tradurrebbe in un vasto crollo di fiducia tale da minacciare anche la soluzione di mercato del Monte per le altre banche sofferenti». Questa è l'opinione del Financial Times, ma l'amministratore delegato di Mps, Marco Morelli ha ribadito recentemente davanti all'assemblea straordinaria dei soci della banca più antica del mondo, che il piano di salvataggio del Monte è indipendente dell'esito referendario. E da tempo, noi del Diariodelweb denunciamo che il principale quotidiano economico britannico e la finanza globale cercano di influenzare con i tutti i mezzi a loro disposizione le sorti della politica italiana in senso filogovernativo.